Domenica 21 Aprile 2019

Attualità

Le radici dell'Abruzzesità come valore per costruire il futuro

Al Teatro Palazzo Botticelli un convegno che con cani, pastori, zampognari e formaggio parte dagli antichi tratturi per riscoprire i valori della comunità per questo millennio


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Collelongo – Nella sala del Teatro Palazzo Botticelli, al convegno sui valori della transumanza per il terzo millennio, si respira aria di erba fresca, stazzi e pecore.

 

E’ chiaro, non si sentono belati ma un sonoro abbaiare tradisce la presenza dell’ospite d’onore: è Ramon, un cane pastore abruzzese di razza.

 

Guardarlo è già uno spettacolo, ha tre anni e mezzo ed è stato portato in sala dal padrone e allevatore di San Benedetto dei Marsi, Carlo Caniglia, che lo definisce “l’amico della pecora”.

 

Dopo i saluti del sindaco di Collelongo, Angelo Salucci, Maria Pia Graziani modera gli interventi tra piacevoli intermezzi musicali con canti al suono di violino eseguiti da Ozseb Aron Toht e Gerardo Guzman che si sono alternati alle letture di Filomena Fazi e dell’attore di Trasacco Corrado Oddi, poi Carlo Caniglia, Francesco Sabatini, Giancarlo Sociali, Luigi Miraglia e Teresa Barone.

 

Martorano Di Cesare illustra la mostra presente nell’atrio del Teatro e, da buon biker, ricorda il Tour Bike della Transumanza: “La mostra approda qui a Collelongo dopo essere partita da Foggia e aver toccato molti paesi della Marsica tra cui Avezzano, è una mostra che nasce nell’ambito della politica di valorizzazione dei beni culturali e ha come finalità la fruizione da parte del pubblico”.

 

E’ pur sempre una mostra storico-documentale visto che attinge agli Archivi di Stato di Foggia e dell’Aquila avvalendosi anche di documenti del 1447 e dell’istituzione della Regia Dogana delle Pecore.

 

Per quanto riguarda il Tour Bike, si tratta di una pedalata sul cammino degli avi pastori arrivato quest’anno alla decima edizione, 350 chilometri da Orta Nova in provincia di Foggia a Villavallelonga nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

 

“Il 70% del tragitto in bici si svolge sugli antichi tratturi con quattro tappe tra Abruzzo, Molise e Puglia, con un dislivello di circa 8.000 metri ma – dice Di Cesare – non sottolineiamo solo gli aspetti tecnico-sportivi della gara, sono altrettanto importanti quelli naturalistici, paesaggistici, culturali e religiosi”.

 

Non c’è spazio per un’impronta nostalgica e puramente rievocativa nelle parole di Di Cesare che punta “a calare la manifestazione nella realtà di oggi per strutturarla stabilmente nel tempo a livello nazionale e internazionale e per utilizzarla come stimolo e impulso all’economia delle zone di montagna”.

 

Tra le persone in sala, oltre a consiglieri comunali di Collelongo, Trasacco e Villavallelonga, sono seduti il consigliere comunale di Avezzano, Nicola Pisegna Orlando, che qui gioca in casa e Lorenza Panei ma non nelle vesti di presidente dell’Aciam perché, appena visto su facebook la locandina dell’evento è arrivata a Collelongo “come d’altronde faccio ogni volta che ci sono eventi culturali nei paesi della Marsica perché sono un’appassionata di tutto ciò che è cultura ma devo rilevare di nuovo che eventi di livello come questo peccano nella comunicazione, insomma l’informazione va veicolata meglio, soprattutto ad Avezzano che sempre più spesso poco partecipa in controtendenza con quello che succede ancora nei piccoli centri”.

 

A convegno finito, con il cane Ramon che se ne sta buono e si lascia accarezzare da tutti, tra gli sponsor del convegno ci sono ‘La Porta dei Parchi’ e il caseificio ‘Fior d’Abruzzo’ di Sulmona e allora ci si può rilassare mangiando un poco di formaggio.

 

Di pecora però.

 

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