Lunedì 22 Aprile 2019

Cronaca

Liceo Classico, studenti in protesta, ma le forze dell’ordine li fermano

I ragazzi stavano manifestando contro la Provincia per i ritardi nella ristrutturazione dell’edificio


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AVEZZANO. Doveva essere una protesta contro i continui ritardi, la disorganizzazione, l'indifferenza e le false promesse della Provincia in merito ai lavori in corso nella loro scuola, ma ieri mattina, per gli studenti del Liceo Classico “A. Torlonia”, non tutto è andato secondo i piani.

 

Mentre i ragazzi si trovavano all’esterno dell’edificio a manifestare, infatti, sono arrivate le forze dell’ordine a seguito della denuncia di un genitore, che avrebbe riferito agli agenti che qualche studente impediva al proprio figlio di entrare a scuola.

 

La protesta si è quindi fermata. Una parte ha deciso di rientrare, mentre un’altra ha continuato con la manifestazione. Gli studenti, guidati dai loro rappresentanti, Michela Nicolai, Davide Gallotti e Riccardo Stagno, si sono allora riuniti in palestra per chiarire l’accaduto.

 

È già da qualche giorno che il Classico è in fermento. I rappresentanti hanno prima incontrato il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, mentre l’altro ieri, durante un’assemblea, hanno avuto modo di parlare con alcuni tecnici dell’Ente. In entrambe le occasioni hanno lamentato i ritardi nei lavori di ristrutturazione dell’edificio.

 

Gli studenti hanno poi manifestato tutta la loro indignazione, anche attraverso un’edizione straordinaria della loro voce d’istituto intitolata “Eco”. «Si può anche dire che una scuola sia tornata agli antichi fasti con finestre nuove e una mano di vernice. Questo almeno è quanto vedono i passanti, ma i segreti del Torlonia sono ben nascosti agli occhi della Verità» è la denuncia dei ragazzi che scrivono ancora: «Un candido biglietto da visita fa da copertina al grigiore di un cantiere, che “solamente da due anni e quattro mesi” viene spacciato per quello che un tempo fu il Liceo Classico Alessandro Torlonia». Gli studenti lamentano infine vane promesse propinate come favole a bambini, insieme ad impegni di date che hanno sempre presupposto un ritardo.

“La loro indifferenza è la nostra indignazione” è il grido dei liceali che, comunque, si dicono intenzionati a continuare la loro protesta. (Mc.dB.)