Attualità 21:16

Work & Care, lavoro per l’ inclusione di soggetti svantaggiati

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L’aula consiliare del Comune di Avezzano ha ospitato la presentazione di ‘Work and Care’, il progetto di inclusione lavorativa e sociale della cooperativa Leonardo Progetti Sociali.

 

Un progetto con bando per trenta aspiranti assistenti domiciliari con la partecipazione del Comune di Avezzano, della Comunità Montana Montagna di L’Aquila, la Comunità Montana Sirentina e cofinanziato per metà dal Ministero dell’Interno.

 

Possono partecipare al progetto 30 persone tra i 25 e i 55 anni residenti nei comuni di intervento attraverso una fase di selezione per attività che riguardano: selezione, orientamento professionale e formazione, inserimento lavorativo, tutoring, promozione dell’imprenditoria.

Il corso di formazione, tenuto da docenti esperti nel settore socio assistenziale, si terrà ad Avezzano, a Barisciano e a Secinaro con la durata di 80 ore per sede.

 

Il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, ha elogiato i promotori vista “l’importanza della questione sociale, per i giovani è la strada giusta per lasciarsi alle spalle le negatività dell’oggi, in questo progetto vedo persone che lavorano con impegno e con il cuore partendo da chi ha più bisogno. I sociale si fa se c’è il cuore”.

 

Il vice prefetto dell’Aquila, Franca Ferraro, si è detta “orgogliosa perché è la prima volta che un progetto del genere è finanziato dal Ministero dell’Interno, è il primo passo per tante altre attività per famiglie, disabili, anziani che hanno tanto bisogno d’assistenza. E’ un campo dell’agire dove non ci si può improvvisare e la formazione è una garanzia in questo senso”.

 

La presidente di Leonardo, Karin Sorgi ha spiegato il progetto ponendo l’accento su un partenariato che ha funzionato: “E’ bello intraprendere questo percorso nel territorio dove si è nati e cresciuti, il modello formativo e le conseguenti opportunità di lavoro sono un buon modo per contrastare la crisi”.

 

work and care.jpgLa psicologa e responsabile dell’organizzazione dei servizi sociali della Comunità Montana Montagna di L’Aquila, Maura Viscogliosi: “Siamo pronti a stimolare la cooperativa perché progetti del genere devono andare avanti e dobbiamo impegnarci per farne altri”.

 

Giovanna Rodorigo, coordinatrice del progetto, ha illustrato il percorso sperimentale d’inclusione lavorativa mentre Angelo Gallese, responsabile del Dipartimento di salute mentale al CIM ha visto nel progetto “l’importanza strategica per l’inclusione sociale dei malati al di la degli aspetti propri della malattia”, il responsabile del SERT Adelmo Di Salvatore ha accolto il progetto come “un po’ di luce dove di buio ce n’è tanto”.

 

Don Adriano Principe è stato telegrafico: “Che Dio vi benedica!”, quindi le conclusioni affidate al consigliere comunale Rocco Di Micco: “Trenta posti di lavoro in quest’epoca di emergenza sociale e occupazionale sono una cosa eccezionale, la formazione abbinata alle situazioni reali delle difficoltà quotidiane dei soggetti svantaggiati sono un segnale importante. Lo è anche il fatto che i soggetti che possono partecipare comprendono una fascia d’età di giovani e meno giovani per cui nessuno viene lasciato indietro, voi offrite una possibilità a tutti”.

 

Poi con un po’ di amarezza Di Micco ha toccato un nervo scoperto: “I nostri figli non potranno dire ai loro figli come hanno fatto i nostri padri con noi: io alla tua età già lavoravo”.

 

Direttore

 


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