Mercoledì 28 Febbraio 2024

Attualità 06:00

Depurazione delle acque, la svolta è vicina

Roberto Verdecchia: “A differenza di altri, il Comune di Avezzano ha seguito passo passo la spinosa vicenda”


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Dopo mesi e mesi di italici conflitti di competenza tra Enti regionali, vergognosi rimpalli di responsabilità, penosi scaricabarile nascosti dietro fumose motivazioni, il nuovo impianto di depurazione di Avezzano sta per essere attivato. Diciamo subito che l'apertura del depuratore non risolverà interamente la questione della depurazione delle acque reflue, perché il problema della depurazione nel Fucino è strutturale, stratificato e derivante da anni di inerzia della Regione, da carenza cronica di risorse per investimenti e dai conflitti istituzionali generati pure da contorte e contraddittorie norme di legge.  Ma l'attivazione del nuovo depuratore di Avezzano è comunque un fatto fondamentale, sia per la vasta utenza servita,  sia perché allontanerà il rischio – che tanto preoccupa giustamente gli agricoltori – di non poter utilizzare le acque reflue a scopo irriguo.

Ebbene, il “d-day” è vicino: il Comune di Avezzano  ha fissato la conferenza di servizi , ultimo atto del procedimento amministrativo per l'apertura del depuratore, per martedì 15 aprile. Prima del 15 non è tecnicamente possibile, per il rispetto dei tempi fissati dalla legge per risolvere questioni che coinvolgono più Enti.

“Il tavolo della Conferenza dei servizi sarà ad oltranza” - dice l'assessore all'ambiente, Roberto Verdecchia -  “e cioè si chiuderà soltanto quando avremo la firma di tutti i soggetti chiamati a siglare l'Autorizzazione Unica Ambientale propedeutica all'attivazione del nuovo impianto di depurazione a servizio della città di Avezzano e delle aziende”.   Un obiettivo centrale per l'amministrazione Di Pangrazio che sulla questione del depuratore ha lavorato duramente in questi mesi, a differenza di taluni soggetti che strumentalizzano il problema della depurazione solo per una fugace visibilità e di altri Enti, come la Regione, che sulla vicenda della depurazione hanno dormito soni tranquilli per lunghi e lunghi anni.

In effetti, puntualizza con una vena di polemica l'ass.Verdecchia, il Comune di Avezzano “a differenza di altri Enti, ha seguito passo passo tutte le fasi della spinosa vicenda fino a chiamare in campo la Regione, il Prefetto e il Ministro dell'Ambiente per sbrogliare la matassa della gestione contesa tra l'ex Ato 2 e l'ex Consorzio industriale”. C'è da aggiungere che la Regione, oltre a trascurare gli investimenti, sulla gestione del ciclo idrico integrato ha creato ulteriore confusione con una recente legge (la n.23/14) che non solo è in contrasto con una legge dello Stato in materia (la legge 152/2006) ma ha del tutto impropriamente assegnato la gestione degli impianti di depurazione all'Arap, un Ente creato per il rilancio industriale e non certo per occuparsi di acqua.

Nell'attesa che la Corte costituzionale cancelli la legge regionale sbagliata che assegna la  depurazione all'Arap - il che richiede tempi lunghi - la Marsica non può certo stare a guardare. Ne va della salute pubblica, ne va dell'esercizio dell'agricoltura.  E quindi il nuovo depuratore sarà comunque avviato e, almeno per i primi mesi,  gestito dalla società appaltante che ha realizzato l'opera. L'avvio delle macchine permetterà al Sindaco di Avezzano, Di Pangrazio, di cogliere l'obiettivo per il quale è impegnato da mesi: tutelare la salute pubblica e contestualmente rimuovere il divieto di irrigazione, su parte del territorio fucense, emesso nel settembre 2013 ad esclusiva tutela dei cittadini.

Un primo passo, l'avvio del depuratore di Avezzano, ma molto molto importante. Nel frattempo si svilupperà l'ulteriore azione del Comune che ha chiamato in causa Regione e Ministro per l'Ambiente, nella finalità di mettere in campo interventi di assoluta urgenza e poi dare rapida esecuzione alla convenzione stipulata dalla Regione Abruzzo con l’Autorità di Bacino per la redazione di un progetto preliminare che affronti alla radice e definitivamente le criticità del Fucino, che sono irrigazione, depurazione e tutela dell'ambiente. E' una questione seria, e le risorse si devono trovare tra le pieghe dei bilanci della Regione e dello Stato.

 

Severino Bastone 


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