Venerdì 24 Maggio 2019

Attualità 06:00

Aree interne, Di Pangrazio chiama i sette consiglieri regionali a fare lobby

Il sindaco di Avezzano: “Dobbiamo mettere in campo politiche per il lavoro e i giovani, lo sviluppo dei servizi e delle attività produttive di filiere ecocompatibili”


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AVEZZANO. Il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, invita i sette consiglieri eletti nel nuovo consiglio regionale a fare lobby per far recuperare terreno alle zone montane bistrattate dalla politica degli ultimi venti anni.

 

L’operazione sarebbe realizzabile attraverso «una spinta significativa e unitaria del territorio» a partire «dall'apertura immediata di un tavolo di confronto con il nuovo esecutivo regionale sulle troppe questioni irrisolte». «Il rilancio delle aree interne» sottolinea il primo cittadino di Avezzano, a nome dell'intera Marsica, «non avverrà da solo: dobbiamo mettere in campo politiche per il lavoro e i giovani, lo sviluppo dei servizi e delle attività produttive di filiere ecocompatibili, in una logica integrata di distretto coinvolgendo i territori limitrofi e omogenei sugli obiettivi comuni e collaborando con Governo e Istituzioni europee sui grandi temi. Tutti insieme, coinvolgendo società civile e categorie produttive, dobbiamo da subito avviare una cooperazione istituzionale che abbia a cuore non già interessi egoistici e particolari, bensì i problemi reali del territorio».

 

È così, quindi, che il sindaco di Avezzano chiede ai neo-consiglieri regionali Lorenzo Berardinetti, Maurizio Di Nicola, Giuseppe Di Pangrazio, Andrea Gerosolimo, Emilio Iampieri, Pierpaolo Pietrucci e Gianluca Ranieri massimo impegno e unità d'intenti affinché ciascun territorio della provincia venga valorizzato in base  a competenze e specificità.

 

«L'Aquila, che va ricostruita rapidamente» spiega Di Pangrazio «deve tornare ad essere pienamente il capoluogo, attraverso la valorizzazione delle funzioni urbane di città di servizi, della ricerca, della scienza e dell'Università. Sulmona, vivacissimo centro artistico e culturale, deve puntare sulle produzioni agricole di nicchia e soprattutto sul turismo, sfruttando la sua posizione baricentrica rispetto ai grandi parchi naturali della Maiella e d'Abruzzo. La Marsica deve trovare la naturale vocazione nella specializzazione della filiera agroalimentare, a partire dalla produzione, per continuare con la commercializzazione e la trasformazione industriale».

 

«L'elenco delle priorità è lungo ma, se lavoriamo in squadra» ribadisce il primo cittadino «lo sviluppo delle aree interne si può fare, in una logica di specializzazione funzionale e di esaltazione delle vocazionalità di ciascun comprensorio dotato di un livello soddisfacente di servizi».

 

In quest'ottica Di Pangrazio dice stop alle spoliazioni, salvaguardia dei presidi e dei servizi sanitari, apertura di strutture logistiche fondamentali per l'intera Provincia come l'interporto, ripresa degli investimenti nei trasporti, riforma delle società di gestione dell'acqua e della depurazione, diffusione massiccia di internet e delle nuove tecnologie, riconversioni produttive delle aziende in crisi strutturale. «Solo così» conclude «un territorio è attrattivo per vecchie e nuove imprese. Il declino delle aree interne si può e si deve invertire. Sta in noi. Ci vuole la volontà politica ed una classe dirigente regionale all'altezza del compito e consapevole del proprio ruolo».

 

Redazione Avezzano Informa