Venerdì 22 Marzo 2019

Lavoro 06:10

Licenziamenti Scav, la Filt-Cgil attacca la cooperativa

“Si cacciano i più giovani e i più produttivi, mentre si tengono in servizio soci che hanno maturato il diritto alla pensione e si trasmettono posti di lavoro di padre in figlio”


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AVEZZANO. «Puntuali oramai da tre anni, ancora una volta siamo a confrontarci con l’atteggiamento incomprensibile della cooperativa Scav, che per conto del Comune di Avezzano gestisce il trasporto pubblico in città. Puntuale poiché per la terza volta in tre anni la cooperativa Scav annuncia il licenziamento di due dei suoi tre dipendenti, per il prossimo 30 settembre, il resto della forza lavoro è costituita da soci lavoratori». È la denuncia di Domenico Fontana, segretario provinciale di Filt-Cgil.

 

Fontana giudica incomprensibile l’atteggiamento della Scav dal momento che la cooperativa, impegnatasi nei confronti del Comune di Avezzano già dallo scorso 2013 a formulare un’ipotesi di riprogrammazione del servizio, ad oggi non ha prodotto alcun atto in tal senso. «Gli unici atti prodotti» prosegue il segretario «sono i puntuali licenziamenti dei dipendenti, usati come arma di pressione verso il comune di Avezzano, tra l’altro socio maggioritario della cooperativa, ma con nessun potere decisionale all’interno della stessa. Il tutto avviene mentre in tutta la regione aziende e parti sociali sono impegnate in un serrato confronto sulla riprogrammazione dei servizi al fine di eliminare gli sprechi e ricercare efficienza per le aziende e soprattutto per gli utenti». «Tutto ciò» aggiunge «pare non riguardare il vertice della Scav, impegnata più a garantire gli interessi dei soci lavoratori che il primario interesse degli utenti del servizio pubblico della città di Avezzano. Nessuna politica di incentivazione all’uso del mezzo pubblico, nessuna riprogrammazione del servizio, nessuna buona pratica di gestione messa in campo in questi tre anni dalla Scav. Nel frattempo i bilanci languono e gli unici a pagare pare debbano essere i due dipendenti, estranei alle logiche parentali su cui oggi si regge la cooperativa». «Si cacciano i più giovani e forse più produttivi lavoratori dell’azienda e, nel frattempo» continua la denuncia «si tengono in servizio soci che hanno maturato il diritto alla pensione, si trasmettono posti di lavoro di padre in figlio, si mantiene un apparato amministrativo e di consulenze esagerato rispetto ai numeri dell’azienda e nessuna buona pratica di gestione viene messa in campo».

 

«Per tali ragioni» conclude Fontana «visto il tono di sfida assunto dalla incresciosa vicenda, sfida rivolta soprattutto al socio di maggioranza, chiediamo al sindaco di Avezzano di assumere le necessarie determinazioni, al fine di impedire lo scempio dei licenziamenti e soprattutto di riprendere il controllo di quello che dovrebbe essere un sacrosanto diritto dei cittadini di Avezzano e cioè un sistema di trasporto pubblico credibile e gestito, sottratto all’improvvisazione di chi ad oggi produce disservizi e perdite che in larga parte e pesantemente vedono l’ente coinvolto».

 

Redazione Avezzano Informa


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