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Il presidente di Confesercenti sull’aumento dei pedaggi autostradali: “La politica deve fare qualcosa”

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L’AQUILA. Anche la Confesercenti Provinciale dell’Aquila si unisce al coro di proteste per l’aumento del 3,45% stabilito sui pedaggi delle Autostrade dei Parchi. Puntuali, infatti, ormai dal 2010, ad ogni inizio anno, sono scattati gli aumenti, l’ennesima stangata che penalizza pendolari e viaggiatori.

 

L’Aquila-Tivoli andata e ritorno circa sedici euro, L’Aquila-Teramo quasi sei euro, Avezzano-Roma andata e ritorno venti euro, altrettanti per raggiungere Pescara. Ovviamente a tali prezzi vanno aggiunte le maggiorazioni che scontano furgoni, camion e veicoli industriali in genere. «Altro che ruolo centrale e snodo strategico» commenta il presidente provinciale di Confesercenti Domenico Venditti «la Provincia dell’Aquila è ad un passo dall’isolamento. Sono anni che sentiamo parlare delle opportunità che il nostro territorio potrebbe sviluppare dalla sua vicinanza con la Capitale , poi però le scelte dei nostri governanti vanno in direzione esattamente opposta. Per andare a Roma, percorrendo un’autostrada vecchia e spesso insicura, si spende più per il pedaggio che per la benzina. A farne le spese è tutto il comparto produttivo, dal commercio all’artigianato e, non ultimo quello turistico. Costa troppo entrare in Abruzzo; ma costa altrettanto uscire, con grave danno per la distribuzione dei nostri prodotti di eccellenza. In pratica, il rincaro dei pedaggi sta trasformando i trasferimenti via terra un lusso per pochi».

 

«Pendolari, autotrasportatori, ma anche piccole imprese dell’artigianato, che quotidianamente devono utilizzare questa rete viaria per lavoro» prosegue Venditti «subiscono l’ennesimo aumento in un momento economico ancora eccessivamente travagliato. Tutto questo non fa altro che ridurre ulteriormente la competitività del nostro tessuto produttivo, che già sconta penalizzazioni per il costo del credito e altri livelli di tariffe e servizi che condizionano negativamente le gestioni economiche delle nostre imprese, riducendone di conseguenza le loro potenzialità di mercato».

 

«La politica a tutti i livelli, dai parlamentari abruzzesi al Governo regionale fino agli amministratori locali, deve fare qualcosa. Non può stare a guardare ed assistere inerme alla mera applicazione della convenzione di servizio con il gestore di turno. Stare realmente e concretamente al fianco delle imprese» conclude il presidente «impone un intervento immediato, su questo e su altri problemi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno».

 

Redazione Avezzano Informa