Mercoledì 20 Marzo 2019

Attualità 06:00

Che fine ha fatto il polo dei servizi agricoli nel Fucino?

La proposta ferma in Provincia da quasi otto mesi


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PROVINCIA. Un polo dei servizi agricoli nel Fucino, questa la proposta che i consiglieri provinciali di minoranza, Felicia Mazzocchi e Gianluca Alfonsi, avevano presentato in Provincia lo scorso mese di giugno. «Di quell’ordine del giorno» rivelano Mazzocchi e Alfonsi «non si è più discusso, in quanto, da sollecitazioni della parte di maggioranza dei consiglieri della Provincia dell’Aquila, si era convenuto di presentare un documento condiviso all’unanimità».

 

«Ora» spiegano i due «vista l’inerzia della maggioranza, immaginabile dal punto di vista politico per gli equilibri di partito e per gli ordini di scuderia regionali, peraltro su un tema di così rilevante impatto sul comparto agricolo territoriale, tale ordine del giorno è stato ripresentato, anche in considerazione del precipitare degli eventi. Il tema dell’agricoltura è sempre stato e sempre sarà centrale nel nostro territorio; tante le argomentazioni portate alla discussione delle commissioni consiliari e dei consigli provinciali dello scorso mandato: sistema di depurazione, progetto di irrigazione, la questione delle strade del Fucino e molto altro. Nel frattempo, in assenza di commissioni, l’unico strumento in nostro possesso è la discussione in consiglio provinciale, ed è in quella sede che vogliamo gridare forte e battere i pugni per salvare i servizi agricoli marsicani».

 

«Più volte» aggiungono poi «è stato sollevato il problema delle sorti dei servizi legati al mondo agricolo, con l’auspicio, come sarebbe in una concezione normale del significato di servizio, che la sede dell’Arssa fosse utilizzata per riunire un polo di servizi per l’agricoltura. Quanto di più logico e naturale la sede di Villa Torlonia, ex Arssa appunto, adibita a tutte le necessità del comparto agricolo, dal servizio di assegnazione dei carburanti al Consorzio di bonifica all’ispettorato agricolo al Genio civile per le infrastrutture idriche e ogni altra esigenza del settore. Punto di riferimento unico per le molteplici esigenze del mondo agricolo marsicano aggravate da una tardiva e solo annunciata semplificazione degli adempimenti e della burocrazia».

 

«Tutto ciò» dichiarano Mazzocchi e Alfonsi «in vista del nuovo, tardivo, Psr, ancora non sono pubblicati i bandi necessari agli agricoltori, per il quale si avrà bisogno di personale esperto in loco. Invece in tutta risposta: protocollo con il comune di Avezzano per l’utilizzo dei locali di villa Torlonia, dipendenti ex Arssa nella sede di Avezzano senza un ruolo e una mansione ben definiti talché è reso improduttivo l’impiego di alcune unità di personale col risultato non trascurabile di determinare anche un danno erariale oltre che di ledere la dignità del lavoratore stesso». «Dunque» concludono i due consiglieri provinciali «al grido d’allarme lanciato dal mondo agricolo in si contrappone il declino totale dei servizi all’agricoltura per via di una “riorganizzazione” dell’intero settore in Regione; riorganizzazione che coincide malauguratamente con la nuova programmazione europea 2014/2020 con le devastanti immaginabili conseguenze. Non tralasceremo qualsiasi forma di sollecitazione presso i vertici regionali affinché risolvano un problema che non avremmo mai immaginato si potesse creare, visto che alti rappresentanti sono marsicani e, dunque, dovrebbero essere a conoscenza della rilevanza dell’economia agricola a livello locale e di conseguenza regionale».

 

Redazione Avezzano Informa