Mercoledì 22 Maggio 2019

Attualità 06:10

Chicza, la green economy da Sante Marie al Messico

chicza.jpg

SANTE MARIE. La rivista “Millionaire” ha intervistato Giulio Gino Di Giacomo, originario di Sante Marie, su Chicza, gomma da masticare “green economy”, biologica e biodegradabile, senza glutine e senza aspartame.

 

Queste le risposte di Di Giacomo alle domande del mensile di business:

 

«In un mondo che non vuole rinunciare a crescere e nel quale la “decrescita felice”, teorizzata da molti, rischia di rimanere solo un’utopia, bisognerà presto “adottare” la “crescita con la natura stessa” come “alternativa alla fine della crescita”, prima che sia troppo tardi, prima che l’impoverimento delle risorse, l’inquinamento e le disuguaglianze tocchino livelli esplosivi e su questo i Chicleros messicani, discendenti dai Maya, ci hanno messo il cuore, passione e risorse e ne stanno offrendo un ottimo esempio, una formidabile declinazione e messa sul campo di Blue-Economy. La Blue-Economy, che va oltre la Green-Economy, prende esempio dalla natura stessa, dalle risorse a cascata in cui i rifiuti di un organismo diventano risorsa per gli altri e la stessa Blue- Economy prende esempio dagli ecosistemi, in cui ogni singolo elemento è in perfetta simbiosi con gli altri. Questa è Chicza. Dunque, ciò che occorre cambiare è soprattutto il modo di pensare, ispirandosi a criteri di bio imitazioni che vada oltre ciò che noi conosciamo, per imparare a fare di più con ciò che la Madre Terra ci offre, pensando anche alle generazioni future. Questo è il “green pensiero” di Gino Di Giacomo.

 

Chicza è una “dolcissima” sintesi di una magica realtà carica di umiltà, di semplicità e di poesia che abbraccia tutti noi, grandi e piccini. Con Chicza “si ritorna” bambini e si ritrova la carica per pensare ad un mondo migliore, del resto Chicza ha fatto ritornare il sorriso ai bambini Chicleros e perché non dovrebbe farlo ritornare anche a noi? Con Chicza riuscirò a lasciare un’impronta positiva per l’ambiente. Chicza mi permetterà di lanciare messaggi alle multinazionali, dall’interno del loro stesso mercato, in un confronto commerciale aperto e a difesa del consumatore, e mi consentirà di “sussurrare” loro di cambiare alcuni ingredienti di alcuni prodotti.

 

Ciò che più mi ha colpito dell’incontro con i Chicleros messicani è stata l’umiltà, il grande amore per l’ambiente e per la natura, la passione per la tutela della loro, nostra, Selva Maya, con tutti i sacrifici che stanno facendo sono le cose che mi hanno colpito subito. Con gli occhi di un europeo ho detto loro: ma chi ve lo fa fare? Loro mi risposero subito: “Gino, Chicza, prima di essere un chewing-gum, è storia, cultura e filosofia”. Per difendere la Selva Maya, tanti anni fa abbiamo combattuto anche con il nostro stesso governo messicano, ostinato a perseguire politiche di disboscamento, oggi il governo messicano ci premia. Circa 2000 Chicleros, con bambini e mogli arrivano a 10.000, stanno vincendo contro l’indifferenza, contro l’ipocrisia, contro gli interessi di potenti lobby. Dopo averli conosciuti, sarebbe stato più facile schierarsi con i più forti, io ho scelto di schierarmi con loro, i più deboli.

 

Ho incontrato qualche ostacolo nel realizzare il mio progetto. La cultura italiana per il green è misurabile a macchia di leopardo; alcune regioni più sensibili, altre regioni meno sensibili. Inoltre mi sono scontrato contro l’indifferenza di grossi gruppi che non mi hanno nemmeno chiesto il prezzo di Chicza dimostrando così conservatorismo e volontà di barriere alle novità sul mercato. Nonostante ciò sono riuscito a portare l’Italia al 2° posto nelle vendite in tutto il mondo.

Non ho avuto nemmeno per “amica” la Banca Etica che io definisco 1/2 etica. Stavo optando per questa banca per aprire un conto corrente dove veicolare i pagamenti e gli incassi e avevo detto loro, nel caso avessi avuto bisogno di liquidità, cosa si poteva fare? Mi risposero: noi aiutiamo solo l’eolico. Sbattendomi la porta in faccia. Hanno così dimostrato di non aver letto nemmeno il progetto Chicza.

 

Ci sono state anche persone che hanno creduto in “Chicza”. Moltissimi pionieri che non mi stancherò mai di ringraziare. Titolari di negozi bio, di farmacie, di naturasì, di erboristerie, di parafarmacie, di equosolidali, di gluten-free, di negozi vegan, di alcuni supermercati, del gruppo Eataly, del gruppo Angelini, di bar, di bio bar, di tabaccherie, di gas, di palestre, di spacci-bio, ultimo grosso cliente di questi giorni, il gruppo Carrefour, e di altri ancora, che hanno a cuore la tutela del consumatore e dell’ambiente hanno subito scommesso su Chicza, un brand sconosciuto. Grazie ai tantissimi consumatori che hanno accettato Chicza. Grazie a loro Chicza è in Italia.

 

Ho capito di essere sulla strada giusta quando i negozi hanno riordinato per la terza volta perché la prima volta il cliente-consumatore può comprare per curiosità e quindi il negozio termina il prodotto e riordina per la seconda volta, ma è il terzo ordine che dimostra la validità di un prodotto e l’accoglienza da parte del consumatore. Così ho finanziato la mia idea, rischiando in prima persona, da solo, tutto con le mie forze, reinvestendo subito gli utili. Il mercato, come tutte le novità, è stato inizialmente scettico e tiepido poi, dopo aver testato la validità del prodotto, ha manifestato grandissima simpatia in continua ascesa.

 

Ho sempre sostenuto l’idea che prima deve esserci l’etica e poi il business. Il business senza etica vorrei che non esistesse in nessun campo lavorativo. Danneggiare gli altri e il pianeta è molto facile. Chissà, nel futuro, quanti nipoti grideranno ai loro nonni: hai guadagnato, ti sei arricchito ma guarda in che razza di mondo ci hai fatto trovare? Fare business eticamente pulito richiede rispetto per gli altri, del resto l’umanità avrà la sorte che saprà meritarsi e, quindi, ognuno faccia la sua parte.

 

Chicza è impegnata a difendere le sorti del pianeta e permette ai Chicleros di tutelare la Selva Maya, il secondo polmone verde al mondo dopo quello dell’Amazzonia, grande quattro volte l’Italia i cui effetti benefici raggiungono anche i nostri lontani cieli italiani. Se non ci fossero questi “guardianos” ed, egoisticamente, costoro tagliassero tutti gli alberi della Selva il clima di tutto il mondo ne risentirebbe. Inoltre, in considerazione che Chicza è un chewing-gum biodegradabile, i Comuni potranno risparmiare tantissimi soldi pubblici. Tutti sappiamo quanto è enorme il costo per rimuovere la gomma appiccicata per terra, sui marciapiedi. Lo slogan dei Chicleros è “Chicza viene dalla Terra e ritorna alla Terra”».