Martedì 26 Marzo 2019

Politica 09:18

Pd luchese su apertura scuole: “Ad Amatrice la scuola funziona, a Luco ancora no”

aula-materna-vuota.jpg

Continua a Luco dei Marsi il tira e molla tra opposizione e forze di maggioranza per la spinosa vicenda delle verifiche sismiche di vulnerabilità degli edifici scolastici. Dopo la notizia data dal sindaco Domenico Palma sulla nuova ordinanza sindacale che prolunga il termine della chiusura della scuola dell'infanzia fino al 29 ottobre a causa del prolungarsi della verifica sul rischio sismico, arriva chiara e diretta la risposta del Gruppo consiliare “Uniti per Luco” e del Partito democratico di Luco – circolo “R.Amadoro”:

 

Amministrare non è ritirare una ‘lauta indennità’ a fine mese, è studiare e trovare soluzioni nell’interesse della collettività. Sulla vicenda delle verifiche sismiche di vulnerabilità degli edifici scolastici il sindaco non trova di meglio che provare a scaricare sul PD ogni responsabilità. Non ha capito che il comportamento dell’opposizione è stato cauto perché non abbiamo voluto strumentalizzare le inadempienze del sindaco e della sua amministrazione sul delicato tema scuole per non creare allarmismi nella popolazione”.


“Ricordiamo che la più volte citata OPCM del 2003 prevedeva l’obbligo per i singoli proprietari (nel nostro caso i comuni) della verifica sismica degli edifici scolastici entro 5 anni (art. 2 comma 3). Contemporaneamente prescriveva l’obbligo per Stato e Regioni di fornire ai proprietari degli edifici (i comuni) le indicazioni tecniche per uniformare lo svolgimento delle verifiche stesse (comma 4). Per diverse ragioni non imputabili ai comuni, l’entrata in vigore delle norme tecniche e il termine per le verifiche è stato spostato al 30 marzo 2013”.


“Nel frattempo fino al 2012, per garantire la sicurezza, sono stati fatti molti interventi sulle scuole di Luco, citiamo ad esempio la ristrutturazione dell’edificio della scuola media, il completamento della palestra, la realizzazione delle scale antincendio, la sostituzione delle vetrate dell’edificio della scuola elementare, la verifica  di una commissione di tecnici della protezione civile dopo il terremoto di L’Aquila che certificò la staticità e l’agibilità di tutti gli edifici scolastici e pubblici. Tutto quanto può essere testimoniato e documentato dall’ufficio tecnico comunale”.


“Il 25 luglio 2012 la regione fissa al 31 dicembre 2012 (poi prorogato al 30 marzo 2013) il termine per la realizzazione delle verifiche e l’invio dei risultati alla Regione per l’inserimento in un elenco di priorità d’intervento sulla base dell’indice di rischio rilevato. Dal luglio 2012 i comuni interessati adempiono alle direttive ed è dal marzo 2013 che la responsabilità delle inadempienze ricade esclusivamente sul primo cittadino. A quella data il sindaco era Palma, eletto nel maggio 2012. Dopo scandali, conflitti d’interesse e dimissioni che hanno caratterizzato la vita dell’amministrazione, possiamo chiedere a Palma cosa ha fatto oltre che a riscuotere l’indennità?”.


“Nel 2013 la legge 128 fissa termini e criteri per il finanziamento degli interventi per gli edifici rientranti nelle graduatorie regionali dei piani di edilizia scolastica. È in queste graduatorie che doveva rientrare la scuola elementare e gli altri edifici scolastici per l’adeguamento sismico. La domanda doveva essere presentata entro il 29 novembre 2014, termine poi prorogato al 31 marzo 2015. Luco non risulta né tra i beneficiari né tra gli esclusi. L’amministrazione per pigrizia o per incapacità ha perso anche questa opportunità, con riferimento ai 490.000 euro relativi ai lavori per la messa in sicurezza delle elementari”. 


“Palma ha disposto nel novembre 2013, con 9 mesi di ritardo, la verifica sismica della scuola elementare, che cosa gli ha impedito di disporre le verifiche per gli altri due edifici scolastici per i quali si sta procedendo solo ora? Non è vergognoso che ad Amatrice le lezioni sono iniziate rispettando il calendario scolastico e a Luco ancora non abbiamo la data? Noi abbiamo rispetto per i fondati timori delle famiglie e non comprendiamo come il sindaco, anziché trovare una soluzione non risponde alle domande e cerca di spostare il discorso per ridurre una questione cruciale ad una bega elettorale”.


“Riguardo il presunto debito ribadiamo di aver lasciato il bilancio in attivo come hanno certificato il sindaco, il revisore dei conti, il consiglio comunale, la Corte dei conti e che i mutui con la cassa depositi e prestiti hanno riguardato solo la realizzazione di opere pubbliche necessarie al paese. L’attuale amministrazione, invece, ha acceso mutui per 2 milioni di euro, indebitando i cittadini per 30 anni, come può certificare l’ufficio di ragioneria. Il sindaco dovrebbe spiegare come ha utilizzato queste risorse e quali misure di contenimento del bilancio comunale ha portato avanti. Non sappiamo chi sia l’oscuro estensore del comunicato che ci accusava di inadempienze ed incapacità politica, ma consigliamo al sindaco di riflettere prima di firmare”.

 

Redazione Avezzano Informa