Mercoledì 01 Dicembre 2021

Attualità 17:58

Scuole sicure. Il Sindaco non risponde, Partecipazione Popolare lo denuncia

scuole corradini.jpg

 

AVEZZANO – Sicurezza delle scuole di Avezzano, il Sindaco non risponde all’interrogazione del’opposizione e Partecipazione Popolare lo denuncia al Prefetto e alla Procura di Avezzano.

 

I consiglieri comunali di minoranza Alessandro Barbonetti, Alberto Lamorgese e Vincenzo “Pissino” Gallese hanno presentato un esposto alla Procura di Avezzano e un’identica segnalazione al Prefetto del’Aquila, dopo la scadenza dei termini previsti per rispondere ad una interrogazione rivolta al sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio.

 

I tre, infatti, avevano chiesto chiarimenti a DiPangrazio e al suo assessore in merito alla vicenda delle scuole Mazzini – Fermi - Corradini, agli indici di sicurezza sismica e strutturale accertati nelle diverse perizie e sul perché non erano stati presi i Musp al fine di risolvere le questioni riguardanti proprio la sicurezza degli edifici scolastici del centro di Avezzano. Di Pangrazio, però, ha ritenuto di non dover spiegare nulla ai tre consiglieri che, a quel punto, hanno deciso di seguire l’iter di legge e denunciare il Sindaco. E si tratta del quarto esposto e sempre relativo a inadempienze verso consiglieri di opposizione.

 

Le famiglie, fra settembre ed ottobre dello scorso anno, sollevarono una grossa polemica in materia che rientrò, parzialmente, con l’avvio delle lezioni e le rassicurazioni del Comune che citava una perizia svolta dall’Enea i cui dati, però, sono rimasti sempre avvolti nel mistero. Proprio per svelare questo mistero, quindi, i tre consiglieri di Partecipazione Popolare posero l’interrogazione alla quale Di Pangrazio ha deciso di non rispondere.

 

“Siamo costretti a chiedere lumi alla Magistratura sulla sicurezza delle scuole, con particolare riferimento all’Istituto Comprensivo Corradini/Fermi/Mazzini   –  afferma Barbonetti  –  perché il sindaco ancora una volta si rifiuta di rispondere alle legittime domande dell'opposizione. Si tratta di argomento di assoluta rilevanza, poiché attiene la sicurezza degli studenti, dei docenti e del personale ausiliario.   I genitori non vogliono scaricabarile, burocrazia e balletti sugli indici di sicurezza, ma vogliono soltanto rassicurazioni e tranquillità per i loro figli. E sicurezza e tranquillità devono essere assicurati dal sindaco e dai suoi dirigenti. È paradossale che a pochi mesi dalla fine del mandato, il sindaco scriva ai suoi dirigenti chiedendo informazioni sulla situazione degli edifici scolastici, come se stesse rivolgendosi ad un'Amministrazione estranea.  Siamo ben oltre il ridicolo”. 


“Dopo i tragici eventi di Amatrice e Norcia – afferma Lamorgese -  occorre trasparenza assoluta. I cittadini vogliono sapere per quale motivo non si abbia tuttora traccia della più volte annunciata perizia dell’Enea sul livello di sicurezza dell'Istituto Comprensivo Corradini/Fermi/Mazzini di Avezzano. Nelle relazioni del 2012 e 2015 su questo stesso Istituto, viene indicato un indice di vulnerabilità sismica pari allo 0,149. A questo dato è seguita una correzione dell’indice comunicata l’8 settembre 2016, stavolta pari allo 0,304. Quest’ultimo indice, però, coincide con il ‘fattore di sicurezza al limite di salvaguardia della vita’, e non con l’indice di vulnerabilità sismica. Al momento, quindi, lo 0,149 è l’unico dato certo di cui disponiamo sul valore di vulnerabilità scaturito dalla relazione dell’ingegner Caroli. In base al decreto legge regionale il valore minimo per la chiusura di una scuola è pari allo 0,20, mentre l’Istituto Corradini/Mazzini/Fermi sarebbe quindi rimasto e rimane tuttora aperto con un indice 0,149. Una circostanza che, se confermata, sarebbe di una inaudita gravità”.


“Da cittadino qualsiasi – afferma Gallese – mi chiedo per quale motivo, a fronte delle acclarate criticità di alcuni plessi scolastici, il sindaco non abbia provveduto a dotarsi di Musp, moduli a uso scolastico provvisorio, a spese del Comune. Ad Avezzano tutto è rimasto fermo, a differenza di comuni come Pratola Peligna o Sulmona, dove amministrazioni comunali ben più attente si sono mosse per applicare i principi di prevenzione e precauzione e far studiare i propri ragazzi in sicurezza. Nel mentre il sindaco nega i Musp ai 1200 studenti dell’Istituto di cui parliamo, si è dotato di uno staff di 10 persone, di un inutile giornalino ed ha pure assunto  un altro dirigente, Sergio Natalia, a quasi 70mila euro/anno più premi. Risparmiando sulle enormi spese inutili per dirigenti, staffisti e pubblicità, il Comune avrebbe potuto affittare a proprie spese tutti i Musp che servono. E' solo una questione di volontà politica, se una cosa si vuole fare la si fa!  Il sindaco si sta assumendo l’oggettiva responsabilità delle conseguenze di eventi drammatici che nessuno può escludere. Non possiamo contare sulla buona sorte! Prevenire e mettere in sicurezza  - conclude Gallese  - è l’unica strada che abbiamo e che un sindaco dovrebbe percorrere senza essere a questo sollecitato dai genitori in crescente apprensione. Ed è quello che stanno facendo senza giornalini e senza conferenze stampa buoni sindaci, come quelli di Pratola e Sulmona, dei modelli da imitare”.

 

Orbene, ci si lasci fare una considerazione riguardo proprio i famosi indici e la perizia dell’Enea. A rigor di logica, se gli indici sono a norma e quindi consentono di tenere aperte ed operative le scuole del centro, perché non fornire le perizie ed i risultati prima ancora alle famiglie che ne fecero richiesta e ora non rispondere ai tre consiglieri di minoranza? Quale miglior risposta a chi nutre ancora dubbi che i freddi ma incontestabili dati dei tecnici esperti?

 

Pierluigi Palladini