Cultura 16:49

Teatro e Avezzano. E' consigliato lasciarsi incantare..quando si può

teatro-2.jpg

Ad Avezzano è andato in scena l'Amore. Due gli spettacoli che hanno aperto la settimana offrendo serate diverse, all'insegna del teatro e delle riflessioni che lascia.


Lunedì sera, al Teatro dei Marsi, c'è stato l'ultimo appuntamento con Raul Bova e Chiara Fracini, che hanno rappresentato ''Due''. Davanti ad un teatro pieno, un palco con sopra un letto da montare e due futuri sposi. Montare quel letto è stato difficilissimo: Marco (Raul Bova) è stato disturbato continuamente da quella che sarà la sua futura moglie, interpretata da Chiara Francini. E' una commedia che parte da Lei che dice: parliamo di NOI.

 

"Due" va avanti così, facendo ridere lo spettatore con quelle che sono le armi di sfinimento di ogni donna e con un uomo che mostra una saggezza genuina accettando che non ci sono risposte. C'è solo un numero prepotente e perfetto, il due. Due attori sulla scena capace di reggere in ottanta minuti il peso di
una costruzione di una coppia.


Il teatro si fa seduta di coppia tra risate amare e risate genuine, distribuite armoniosamente. Ma soprattutto il teatro di Avezzano, con la scelta dei suoi spettacoli, si conferma uno dei migliori luoghi culturali di Avezzano. Un pubblico vivace: un miscuglio di età e un'attenzione diffusa.


Martedì tutta un'altra storia: ''Ero ma l'amore (è palindromo)'', rappresentato al Castello Orsini. Una sala piena per uno spettacolo concerto della compagnia ''Realtá O-Scena'' che nel suo piccolo è un buon ripasso di cultura letteraria, alleggerita da battute e intermezzi musicali. Il tempo della narrazione passa tra confronti di
storie di tutti i giorni e le grandi storie d'amore, da quella del romanzo cavalleresco di Re Artù con la storia di Lancillotto e Ginevra a quella più contemporanea e metropolitana di Harry e Sally nel film ''Harry ti presento Sally''.

 

Due coppie sulla scena raccontavano per poi accorgersi alla fine, insieme agli spettatori, che l'immaginario
collettivo dei libri, dei film e della musica ha sempre attinto alle mille sfumature del reale. E che per quanto il tempo possa passare, ''ero ma l'amore'' è palindromo: è uguale dal passato al presente, è uguale dal presente a passato.


Due modi diversi quindi di raccontare l'amore, e due pubblici attenti all'argomento più vecchio del mondo e più bello del mondo. Non passa di moda nè l'amore e nè soprattutto il teatro.
Soprattutto questo tipo di teatro, che sia quanto più possibile accessibile. Non andare a teatro infatti non dovrebbe essere mai una questione economica.
E di certo se i teatri fossero più fruibili, soprattutto economicamente, probabilmente sarebbero più frequentati. Ma Avezzano si difende bene, con un'alta percentuale di spettatori giovani  sempre più interessati all'offerta culturale che la città sa offrire.


Il teatro infatti deve essere il punto di incontro di giovani e di cultura. Che sia inteso alla maniera greca (che meraviglia i greci: per primi pensarono di utilizzare il teatro per formare cittadini migliori) o romana ( il teatro veniva invece utilizzato per distogliere le menti dei cittadini dalla politica) non importa: bisogna andarci quando si può. E lasciarsi incantare.

 

Ludovica Salera