Venerdì 14 Dicembre 2018

Cultura 12:08

Vincenzo Pelliccione: da Rosciolo alla controfigura di Charlie Chaplin

rosciolo-dei-marsi-l-aquila.jpg

E' lì, sulle pagine di un noto quotidiano nazionale, che oggi compare la storia di Vincenzo Pelliccione. Una di quelle storie che rallegra questo martedì uggioso.


Vincenzo Pelliccione era partito a 21 anni, da Rosciolo dei Marsi. Destinazione ostinata e contraria: USA, in cerca di fortuna. Nel 1929 si trasferì ad Hollywood, dove guadagnava due dollari al giorno, dichiarando che ''uno lo spendevo per mangiare, l’altro per le lezioni di inglese''. Questo avveniva prima dell'appuntamento col destino.

 

Pelliccione non sapeva che di lì a poco avrebbe fatto un incontro che gli avrebbe cambiato la vita, quello con Charlie Chaplin.


Si erano incontrati in un ristorante ad Hollywood, e Chaplin credette di essere davanti a se stesso. Così inizia la vita holliwoodiana di Pelliccione, in arte Eugene De Verdi, che si ritrovò alle spalle di Chaplin, assunto da lui stesso come controfigura.

 

Pelliccione si ritrova a sostituire Chaplin nelle prove de «Il Circo», «Il Dittatore», «Luci della città» e «Tempi moderni» e, dal vivo, durante i tour in Florida o in California. Chi era l'originale? Pelliccione sapeva imitarlo magistralmente. Il personaggio di Charlot aveva preso vita con questo ragazzo marsicano.


Passano dieci anni, e Chaplin decide di voler fare a meno di lui. Così Pelliccione, come gli uomini che sanno navigare con i venti contrari, diventa tecnico delle luci e mago degli effetti speciali. Lavora a ''Ben Hur'', a ''Cleopatra''. Torna in patria, dove continua a lavorare a Cinecittà. Muore nel 1978, il venti giugno.


Oggi la sua storia è sul libro di Generoso D’Agnese, Geremia Mancini e Dom Serafini: ''Abruzzo Stars & Stripes''. Intanto, a Magliano dei Marsi, il sindaco Mariangela Amiconi pensa a come rendere omaggio a chi, dalla frazione di Rosciolo, ha avuto il coraggio di rischiare. E di vivere avventure holliwoodiane mantenendo il cuore umile di chi parte dal paese. Con la valigia piena di sogni.

 

Ludovica Salera