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Giovedì 29 Giugno 2017

Attualità 16:49

Collelongo, l’orso marsicano si rifiuta di passare alla dieta vegana e fa merenda con 15 galline

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COLLELONGO – «È entrato di notte schiodando la rete della recinzione esterna, poi ha scassato la porta del pollaio a forza di unghiate e mi si è mangiato quindici galline». Alfiere Del Turco racconta così bene la “scena del crimine” che puoi quasi vedere l’orso mentre scavalca, rompe e mangia.

 

Non è arrabbiato Alfiere perché da collelonghese e cacciatore di lunga data conosce benissimo il valore della convivenza con quell’animale da un quintale abbondante. L’eventualità che un orso possa entrarti nel pollaio e mangiare quindici galline su diciotto sta nelle cose, punto e basta.

 

I guardiaparco che sono intervenuti hanno scritto il verbale per l’eventuale risarcimento ma Alfiere Del Turco ha già voltato pagina pensando oltre: «Il problema è che, pur aggiustando la rete e la porta, non posso rimettercele le galline perché ormai quell’orso conosce bene la strada. E lasciamo stare i cani che ho lì, quelli appena si sono accorti che era un orso si sono eclissati».

 

È di questi giorni il presunto avvistamento di un orso sul Monte Salviano di Avezzano. Questa potrebbe essere una buona notizia per due ragioni. La prima: la Marsica ambisce da sempre alla par condicio con la costa: se i cinghiali ormai frequentano le spiagge perché l’orso non può andarsi a prendere il caffè a Piazza Risorgimento? Basterebbe che scendesse dalla Pietraquaria, quindi giù giù e occhio al passaggio a livello della ferrovia, percorrere via Napoli che ormai senza alberi offre una visuale pressoché perfetta, poi via Roma che ormai è a doppio senso per girare a destra su via Corradini fino ad arrivare in piazza. La seconda ragione: nel centro città che vive i problemi legati alla diserzione dei pedoni e alla crisi del commercio, cosa sarebbe in termini di ritorno turistico un orso che, dopo un bagno veloce dentro la fontana, va a bersi un buon caffè in uno dei bar affacciati sulla piazza?

 

Tutto può succedere ma, prima che al Silvio Berlusconi anti strage degli agnelli a Pasqua venga in mente di sostenere una campagna pure contro il consumo di pollame per riprendersi dalla cessione del Milan ai cinesi, a Collelongo l’orso si è portato avanti col lavoro. Il simbolo della marsicanità nel mondo è fatto così, si guarda bene dal frequentare quei salotti cittadini zeppi di benpensanti a orologeria e ambientalisti che al posto degli scarponi da montagna indossano più comode ciabatte da divano e televisione. Lui va dove gli piace di più andare senza badare a confini, ferrovie o linee di perimetrazione, il nostro orso va da sempre dove lo porta l’istinto. E lo stomaco.

 

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