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Martedì 12 Dicembre 2017

Politica 06:00

Dopo il no di Di Pangrazio, Casciere salirà da solo sul palco di Piazza Risorgimento

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AVEZZANO. Leonardo Casciere, salvo ulteriori sorprese da parte dell’attuale amministrazione comunale, salirà da solo sul palco di piazza Risorgimento ed aprirà la propria campagna elettorale il 14 maggio, esponendo, con molto più tempo a disposizione, tutto ciò che avrebbe voluto dire ai cittadini e ai propri antagonisti nel contesto del tanto citato confronto pubblico. A rendere nota la notizia i responsabili di Progetto Casciere dopo l’incontro di ieri mattina, 6 maggio, tra tutti i comitati elettorali dei candidati alla carica di sindaco di Avezzano, con l’assenza del rappresentante di Giovanni Di Pangrazio.

 

«All’ordine del giorno della riunione» fanno sapere dal Progetto Casciere «la discussione sul confronto pubblico del 14 maggio alla luce del rifiuto alla partecipazione del sindaco uscente. In una nota già resa pubblica, Di Pangrazio aveva ribadito il proprio rifiuto, rimandato tutti i candidati al confronto a Castello Orsini del 4 giugno organizzato da Marsica Live e quello organizzato da “Libera” il 20 maggio. Da ribadire come Di Pangrazio abbia definito il confronto promosso da Leonardo Casciere “di parte”, senza avere l’accortezza di inviare dei propri delegati negli incontri avuti dai comitati elettorali di tutti i candidati, per decidere congiuntamente le regole del confronto. Va fatto notare come non vi sia stata neanche l’accortezza e il rispetto di comunicare la propria assenza agli incontri agli altri partecipanti, nonostante le numerose sollecitazioni».

 

«Nella seconda riunione» raccontano poi «sono emerse le difficoltà del moderatore incaricato Roberto Raschiatore, che per mandato giornalistico deve garantire l’equità e la presenza di tutti i candidati, e le perplessità dei candidati Gabriele De Angelis, Francesco Eligi e Stefano D’Andrea a partecipare ad un confronto senza il sindaco uscente. Il rappresentante di Nazzareno Di Matteo, assente per impegni personali, aveva preventivamente ribadito la disponibilità del proprio candidato al confronto, prescindendo dalla presenza di Di Pangrazio. In tale sede, i rappresentanti di De Angelis hanno suggerito di spostare il confronto in altra data ed in un luogo chiuso, per garantire le giuste condizioni di ordine pubblico. Il confronto del 14 maggio non ci sarà, vista l’indisponibilità del moderatore e di altri tre candidati a seguito del rifiuto di Di Pangrazio. Tutti i rappresentanti dei comitati elettorali presenti si sono lasciati con l’auspicio di poter organizzare il confronto in contesti e modi che siano conformi alle volontà di tutti».

 

«Riteniamo il comportamento del sindaco uscente scorretto» commentano Casciere e il suo staff «le sue giustificazioni pretestuose. Di Pangrazio, non più tardi di un mese fa, aveva accettato il confronto, essendo a conoscenza del luogo di svolgimento e di chi fosse promotore e organizzatore dell’evento; il tutto, sbandierando la propria disponibilità e tranquillità nel poter sostenere qualsiasi confronto, nel rispetto dei cittadini. Dopo un mese, e dopo le numerose polemiche legate alla reiterata mancata concessione della piazza da parte del Comune, che già faceva presagire le intenzioni di Di Pangrazio, il sindaco uscente espone il proprio rifiuto nel giorno dell’incontro dei sei comitati elettorali per la definizione delle regole, adducendo a giustificazione dubbi sull’ordine pubblico e sulla parzialità del confronto, mai paventati nel mese precedente. Inoltre rimanda tutti ad altri confronti tra candidati, in altri luoghi e contesti, senza aver minimamente verificato la disponibilità degli altri candidati e con l’evidente pretesa che “se c’è il re devono esserci anche gli altri”. Atteggiamento questo che riteniamo presuntuoso e poco rispettoso nei confronti di tutti; proprio per questo noi eravamo disponibili a fare il confronto anche in assenza di Di Pangrazio, la sua assenza avrebbe “parlato” da sola. Di diverso parere sono stati altri tre candidati, che hanno ritirato la loro disponibilità in virtù dell’assenza di uno dei partecipanti; rispettiamo le loro opinioni e li ringraziamo per aver partecipato al tentativo di organizzazione del confronto».

 

«Non è stato quindi possibile giungere ad un accordo per svolgere il confronto con l’assenza di uno dei partecipanti» vanno avanti «ma restiamo dell’idea che il rifiuto della piazza e la proposta di un “luogo chiuso” per il confronto, sia un modo per limitare la partecipazione popolare; Castello Orsini, il Teatro dei Marsi e tutte le altre location possibili, sono luoghi che limiterebbero platea e visibilità, sarebbero facili da riempire con i “fedelissimi”, lasciando fuori tutti coloro che, indecisi, vogliono assistere ad un reale confronto di idee per indirizzare il proprio voto. Ma il confronto in piazza sarebbe roba da politica democratica e di contenuti, molto meglio per qualcuno parlare senza controparti delle “cose fatte”, snocciolando ogni volta una serie di inesattezze e luoghi comuni, oltre ad arrogarsi meriti non propri, che chiaramente in piazza verrebbero facilmente smascherati. Tra l’altro qualcuno dovrebbe spiegarci perché i problemi di ordine pubblico in piazza dovrebbero non sussistere in ambiente chiuso; per caso pensano di far entrare la gente legata in modo che non si possa venire alle mani? Casciere e tutti noi pensiamo invece che il popolo di Avezzano sia composto da persone serie, civili, in grado di apprezzare eventi e confronti di questo tipo, partecipandovi in maniera interessata. Noi abbiamo stima dei cittadini di Avezzano».

 

«Vorremmo un confronto» concludono infine dal Progetto Casciere «garantendo la possibilità di partecipazione a tutti coloro che ne avranno desiderio di assistervi, a tutti i cittadini interessati. La platea non può essere limitata. Questo è un fattore per noi irrinunciabile».

 

Redazione Avezzano Informa