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Lunedì 21 Agosto 2017

Politica 14:45

Meetup Amici di Beppe Grillo Tagliacozzo: «Non è il simbolo che fa le persone ma viceversa»

Nel mirino gli eletti, a partire da Gianluca Ranieri, che hanno indossato “giacca e cravatta” sfilacciando così il rapporto con i cittadini


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All’apertura della campagna elettorale di Avezzano il consigliere regionale marsicano del Movimento 5 Stelle Gianluca Ranieri chiamò in causa San Francesco d’Assisi: «Se il Movimento ci fosse stato nel 1200 oggi avremmo un santo in meno e un grillino in più. Vi garantisco che una volta conosciuto Eligi lo amerete come lo amo io». A urne chiuse e con i numeri alla mano, il Meetup Amici di Beppe Grillo Tagliacozzo si affida all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto: «L’animo è pronto ma il potere è zoppo».

 

Quello del Meetup ABG tagliacozzano è un modo originale ma chiarissimo per esprimere la grande insoddisfazione rispetto al 5% dell’Aquila e soprattutto al 10% di Francesco Eligi ad Avezzano se paragonati al 12,5 di Atessa e al quasi 11% di Martinsicuro e Spoltore, le tre realtà abruzzesi per le quali augurano «a tutti gli eletti in Consiglio nelle opposizioni un buon lavoro aspettandoci che rispettino con il più alto senso di dovere il loro mandato».

 

Ma al di là delle percentuali, gli Amici di Beppe Grillo Tagliacozzo richiamano l’attenzione su chi deve assumersi le responsabilità «della perdita di terreno del Movimento in particolare nelle grandi città. Più che della delusione, a nostro avviso è necessario prendere atto di quelle che possono essere state le cause di una generale sfiducia da parte dei cittadini verso i candidati e le liste 5 Stelle, e che se ne riconoscano le responsabilità. Rispetto alle elezioni del 2014, anno in cui anche in Abruzzo si è votato per le regionali e le europee (rispettivamente 21,38 e 29,7% per il Movimento 5 Stelle, dati Repubblica.it), la fiducia degli elettori sembra avere subito in questa tornata una brusca marcia indietro, a maggior ragione nel contesto di elezioni comunali che per loro natura riflettono con più franchezza le aspettative del territorio verso i propri rappresentanti politici e istituzionali».

 

E per il Meetup Amici di Beppe Grillo Tagliacozzo le cause di questa marcia indietro vanno ricercate in una sorta di corto circuito e di incomunicabilità tra gli eletti del Movimento e i cittadini: «Non è il simbolo che fa le persone, ma viceversa. Il rapporto tra gli eletti e i cittadini sembra essersi interrotto quando i primi hanno indossato “giacca e cravatta” e si sono confusi nella malapolitica dei mestieranti, smascherati ora da un risultato insoddisfacente che gli attivisti paventavano con allarme già dalla presentazione delle liste: costituitesi, anche dove ci si è riusciti, con notevoli ritardi e non senza malumori per la mancata applicazione del regolamento nei procedimenti adottati per le candidature. Non si spiega altrimenti il dato di Avezzano, unico tra i grandi centri abruzzesi, escluso il capoluogo, dove la lista 5 Stelle si ferma entro la soglia del 10%, che pure vanta la presenza continua e costante del consigliere regionale Gianluca Ranieri e del suo team. Non dimentichiamo il comizio in campagna elettorale che si è tenuto nel chiuso della sala del Don Orione (ma dov’era la “piazza”?) e che ha ospitato, presenti tutti i consiglieri regionali e i parlamentari Colletti, Del Grosso e Castaldi a battere le mani, l’intervento illustre del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, evidentemente più proiettato a conquistare consensi per le prossime elezioni nazionali che a valutare l’operato dei meetup nelle realtà locali grandi e piccole. I risultati di oggi dimostrano il disinteresse dei consiglieri verso le politiche del territorio, e la loro incapacità di mantenere vivo e proficuo il rapporto tra eletti e cittadini che si dovrebbe snodare invece tra le piazze e il palazzo, senza che mai l’obiettivo personale prevalga su quello comune».

 

Da ultimo e a sostegno della propria posizione, il Meetup Amici di Beppe Grillo Tagliacozzo richiama il proprio intervento al Consiglio straordinario del 16 marzo scorso, «significativo per due motivi: in primo luogo perché la lista certificata con la quale si è presentato il meetup alle amministrative dello scorso anno ha ottenuto il 5,75% delle preferenze, non abbastanza per entrare in Consiglio ma comunque rappresentativo di una porzione di elettorato che non è corretto trascurare; poi, perché svela l'incompetenza dei nostri rappresentanti in Regione che continuano a ignorare le iniziative degli attivisti. Eppure l’interrogazione all’assessore Paolucci sulla messa in sicurezza dell’ospedale Umberto I, prima ancora che sulla sua destinazione, ha anticipato di molto le inchieste dei quotidiani locali sulla vulnerabilità sismica delle strutture sanitarie abruzzesi (cfr. Il Centro, 5 maggio 2017). Un’occasione persa per il consigliere Ranieri il quale, non essendosi coordinato con il meetup cittadino, non solo ha ignorato la nostra istanza, in quella e in altre sedi, ma ha anzi sostenuto (inconsapevolmente?) la posizione di un altro schieramento politico».

 

Aria di resa dei conti dunque tra San Ranieri d’Assisi, Francesco Eligi (non a caso detto “il frate”) e i furiosi ariostani di Tagliacozzo: il primo turno delle elezioni amministrative ha presentato il conto e qualcuno, nell’uno o nell’altro senso, dovrà farsene carico.

 

Direttore