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Giovedì 24 Agosto 2017

Attualità 14:35

Triangolo Luco-Cam-Segen: parlano gli ex sindaci di Civitella e Canistro

Tolli e Mariani: “Un accordo iniquo e svantaggioso che i Comuni soci di Segen non dovrebbero accettare”


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Proseguono le prese di posizione in merito al triangolo politico-economico che vede ai propri vertici il Comune di Luco dei Marsi, il Consorzio acquedottistico marsicano e Segen spa, la società che gestisce il servizio integrato dei rifiuti in 13 Comuni consorziati, tra cui, appunto, quello di Luco dei Marsi.

 

Ad intervenire sulla vicenda, due ex sindaci di altrettanti paesi che rientrano nel consorzio di Segen, Raffaelino Tolli e Angelo Mariani, già primi cittadini, rispettivamente, di Civitella Roveto e Canistro. I due hanno infatti scritto una lettera aperta indirizzata al presidente della Società, Fernando Capone, ai sindaci e ai consiglieri dei tredici Comuni soci.

«Apprendiamo da varie fonti di informazione della vicenda Luco dei Marsi-Cam-Segen» scrivono Tolli e Mariani «quest’ultima si sarebbe impegnata a rilevare il credito che il Comune di Luco aveva nei confronti del Cam, in cambio del credito, più o meno equivalente, vantato dalla Segen verso lo stesso Comune. Vogliamo sperare che non ci sia nulla di definitivo, e che si possa giungere ad un rapido ravvedimento, con annullamento di eventuali impegni già sottoscritti».

 

Una speranza, quella manifestata dai due ex amministratori, che fonda le sue ragioni nella diversa stabilità che caratterizzerebbe il Comune di Luco e il consorzio acquedottistico. «Ognuno vede come per la Segen avere come debitore non più il Comune di Luco dei Marsi, che ha una sua dignità e solidità patrimoniale, ma il Cam, di cui tutti conosciamo le difficoltà di gestione e la pesantissima situazione debitoria» spiegano infatti i due rovetani «determina un pesante aggravio per il bilancio della Segen, ed un conseguente gravissimo rischio per il buon andamento futuro della sua attività, oltre ad appesantire ulteriormente la carenza di liquidità della società, che già oggi vi rimedia con il ricorso al credito bancario. Ed in realtà ci chiediamo: se il Cam non riusciva a pagare al Comune di Luco, per quale motivo sarebbe invece improvvisamente in grado di pagare alla Segen?».

 

«E se il progetto di Segen» si domandano allora Tolli e Mariani «è, come qualcuno ipotizza, quello di inserirsi nel capitale del Cam, ci si è resi conto del fatto che i Comuni “Segen” dovranno in tal caso inserire nei rispettivi bilanci un debito proporzionalmente molto più alto di quelli “non Segen”? E quei Comuni che attualmente non sono soci del Cam, Canistro e Civitella Roveto, si rendono conto che verranno comunque coinvolti nelle passività di questo? Decenni di sforzi e di lotte per ottenere di restare fuori dalla gestione consortile verranno così completamente sconfessati e vanificati. E infine: i consigli comunali dei Comuni aderenti alla Segen hanno approvato l’accordo? E hanno considerato le pesanti responsabilità amministrative e istituzionali, soprattutto nei confronti dei cittadini?».

 

«Per queste ragioni» scrivono ancora «rivolgiamo un pressante appello al presidente di Segen, ai sindaci e ai consiglieri comunali dei Comuni interessati, perché abbiano una resipiscenza, e non accettino questa soluzione sciagurata, che porterà solo guai e maggiori difficoltà, e rischierà anche di compromettere il servizio pubblico che la Segen, oggi, svolge, sia pure con ovvie difficoltà congiunturali, in maniera positiva. In questi anni, tutti gli amministratori della Valle Roveto e degli altri Comuni aderenti alla Segen si sono costantemente impegnati per avere una società efficiente, sana, snella, che fornisse ai cittadini un adeguato servizio pubblico».

 

«Non gettate via quanto di buono è stato fin qui fatto» concludono Tolli e Mariani rivolgendosi direttamente al presidente Capone e agli amministratori dei Comuni soci di Segen «respingete questo svantaggioso e iniquo accordo, per consentire alla Segen di continuare ad occuparsi dell’attività per cui è stata costituita, cioè la gestione dei rifiuti, senza pericolose avventure, che porterebbero solo guai, ai Comuni e ai cittadini». (Mc.dB.)