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Mercoledì 18 Ottobre 2017

Attualità 19:41

Sede del Gal Terre Aquilane occupata, al via lo sciopero della fame e delle medicine, Cicchinelli: "Nuovo Cda illegale, ecco tutta la storia"

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<<Mi rendo conto di aver preso una decisione grave che mette a repentaglio la mia salute, ma atti delinquenzali di gruppo che in Sicilia si chiamerebbero mafia non possono essere tollerati in una società privata e consortile dove alcuni politici esercitano, con una serie di complici, attività illecite con la consapevolezza dell’impunità>>. È questo il messaggio forte e chiaro che giunge alla stampa ed ai cittadini dal rappresentante soci GAL e coordinatore del GAL stesso Augusto Cicchinelli. La conferenza, avvenuta attraverso una finestra della sede del GAL Terre Aquilane, è stata indetta per spiegare le motivazioni della querela-denuncia presentata stamane presso la Procura della Repubblica di Avezzano. Uno sciopero delle fame e delle medicine saranno l’estremo tentativo di Cicchinelli, barricato all’interno dell’edificio, per dare risonanza alla sua azione volta a chiedere al mondo della politica di ascoltare le sue istanze.

 

Cicchinelli, dopo aver invitato i giornalisti a mantenere le registrazioni delle sue parole e dopo aver consegnato loro una serie di documenti sulla vicenda ed allegati contenenti il discorso preparato per la conferenza, ha ringrazio i presenti ed il presidente del Gal Giancarlo Di Micco, per poi leggere la denuncia-querela cominciando dai nomi dei querelati (nella foto in allegato).  Di seguito la trascrizione del discorso pronunciato dalla sede del GAL Terre Aquilane da Augusto Cicchinelli: 

 

<<Il sottoscritto intende alzare il livello di attenzione e portare a conoscenza degli organi di stampa quanto sta accadendo, assumendosi ogni responsabilità per le proprie dichiarazioni. Il tutto ruota attorno al fatto che il GAL Terre Aquilane ha vinto il Bando regionale dei fondi Leader (PSR Abruzzo) ed è stato chiamato il 2 agosto (oggi), alla sottoscrizione della convenzione per la realizzazione del PSR approvato (PSL La Terra dei Marsi) con l’importo assegnato di 3.600.000 euro.

 

Facendo un passo indietro il Cda del GAL, su proposta del presidente Di Micco, ha convocato nei giorni 21 e 22 luglio l’assemblea ordinaria dei soci per il rinnovo delle cariche sociali. Dopo tale convocazione, due giorni prima dell’assemblea, diversi consiglieri d’amministrazione hanno annunciato l’impossibilità a partecipare: il presidente si è pertanto attivato per una convocazione d’urgenza del Cda per il giorno  20 luglio, durante la quale i consiglieri hanno approvato all’unanimità la revoca della convocazione, comunicata immediatamente a tutti i soci insieme alla data della nuova assemblea (3 agosto).

 

È da questo momento che inizia il lavoro illegale ed omertoso di una Cupola a più livelli per l’assalto alla diligenza contenente un sacco con 3.600.000 di euro: mentre la stragrande maggioranza dei soci (33 su 42), attendevano di partecipare al Cda convocato il 3 agosto, 9 soci (Comunità Montana Marsicana, Segen, Segemo, Cooperativa Artigiana di garanzia Regione Abruzzo, ditta Di Loreto Giovanni, Opoa, Oleificio Cooperativo della Valle Roveto, Coop.Zoo,Fe, Co. Marcoop) si sono autonomente presentati, e capeggiati da Gianfranco Tedeschi, nel cortile del Gal hanno dato vita ad un'assemblea eleggendo, in spregio a qualsiasi norma, un Consiglio d’amministrazione (D’Amico Roberto; Gallese Marcello, Adducci Colle Francesco, Pensa Eleonora, Pisano serena, Cicchinelli Sara, Di salvatore Roberto, D’Agostino Roberto) ed anche il Presidente della società (Antonio Carlini). Il tutto calcolando che:


  1. Tedeschi non ha alcun titolo non essendo né socio né delegato;
  2. Hanno avuto l’arroganza di voler rappresentare il 39% quando la Comunità Montana ha le quote in vendita ed è in liquidazione, quindi non ha diritto di voto;
  3. Non hanno elencato in assemblea i nominativi del nuovo ‘pseudo’ Consiglio d’Amministrazione, fatti solo successivamente in un ufficio privato;
  4. Hanno agito in assenza di qualsiasi amministratore della società ed in presenza di estranei;
  5. Hanno fatto un Cda di 9 persone, quando si dovrebbe predeterminare il numero dei consiglieri nel verbale;
  6. Si è verificata l’impossibilità, da parte di 33 soci su 42, di partecipare perché ignari di tutto questo.

 

Fortunatamente era presente un consigliere d’amministrazione del GAL Gran Sasso Velino che lavora nell’ufficio adiacente a quelli GAL Terre Aquilane e che testimonierà tutto quello che ho appena elencato.

 

Ora il primo danno è stato fatto poiché la Regione Abruzzo, a seguito di una Pec del fantomatico neo-presidente avv. Antonio Carlini, scorgendo confusione, ha bloccato la firma della convenzione prevista oggi, arrecando un grave danno alla società ed al territorio che aspetta le risorse da tre anni. Il tutto per raggiungere il losco obiettivo del controllo della società e la conseguente gestione dei fondi.

 

In realtà Berardinetti, capo della Cupola, consigliere regionale e presidente della commissione agricoltura della regione (la stessa che ha approvato i fondi del Gal), ha indetto il giorno stesso una riunione con alcuni soci Gal alla presenza del testimone sopra citato per condizionare l’assemblea della società privata, che nella loro idea malsana gestirà i fondi anche da lui assegnati dando precise direttive a Tedeschi, il quale ha poi fatto il lavoro sporco con la complicità dei picciotti citati all’inizio. Il tutto anche con la connivenza del dott. Angelo Pierleoni, paradossalmente commercialista del Gal (ma in politica schierato con Berardinetti), il quale ha redatto il verbale inviato poi in Camera di Commercio per la registrazione, nonostante telegrammi, PEC e decine di diffide da parte del Gal e del legittimo presidente Di Micco.

 

Ho inoltre inviato al ‘nuovo’ Cda una diffida perché a seguito del rinvio della firma per la convenzione, potrebbero passare diversi mesi prima che il tutto si sblocchi o addirittura si potrebbe ipotizzare la revoca dei fondi per finanziare altri progetti. Ho inoltre richiamato alle responsabilità civili e penali i componenti del Cda ed ho anche detto di aver dato mandato del sequestro cautelativo dei loro beni privati nel caso in cui ci fosse un risarcimento, incalcolabile, da richiedere.

 

In alcun modo riconosco questo nuovo consiglio di amministrazione perché per me è inesistente, e perché non voglio che queste persone entrino nella sede del Gal e facciano alcunché, perché ci sono documenti, ci sono atti, e io non mi fido di gente così, tra l’altro una menzione speciale la vorrei fare per la signora Sara Cicchinelli, che è venuta ed ha firmato anche il verbale del Cda del 20 luglio e contemporaneamente andava alle riunioni con Berardinetti e Tedeschi a raccontargli tutto ed era già nell’elenco dell’altro Cda. Ho deciso, dal momento della consegna dell’atto in procura, di barricarmi in questa sede, di fare nomi e cognomi, di iniziare lo sciopero della fame e delle medicine a me necessarie in quanto ho subito tre by pass e sono soggetto alle cure per una grave ipertensione arteriosa, nella speranza di un pronto intervento da parte della Magistratura, di cui ho una fiducia ed un rispetto profondissimi per esserci passato. Inoltre faccio due appelli:

 

Rappresento ben 17 soci del GAL che a loro volta rappresentano nel complesso circa il 30% del capitale sociale. Rimango qui a presidiare il Gal e a portare avanti la mia protesta a tutela dei soci che hanno investito tanto, finché non avrò risposte sulle indagini. Vorrei fare anche due appelli: il primo al sindaco di Avezzano, che chiamasse queste persone, ed in primis Tedeschi che tanto gli sta vicino, e cercasse di fare il possibile per ristabilire la legalità nel Gal, anche se lui effettivamente non c’entra nulla sotto l’aspetto giuridico; il secondo lo faccio a Berardinetti e Tedeschi, dicendogli: mostrassero la loro faccia che noi li aspettiamo, invece di dirigere le riunioni e poi non farsi citare nel verbale perché è illegale.

 

Per chiudere questa conferenza stampa vi dico che non credo più nella politica da molto tempo, però se ancora c’è un barlume di speranza nella Marsica, io chiedo formalmente che tutte le forze politiche si schierino su questa questione e che prendano le distanze da questa cupola. Sappiate che la battaglia la perdiamo ma la guerra la vinciamo!>>. 

 

Idia Pelliccia 


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