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Giovedì 23 Novembre 2017

Attualità 10:23

"Parliamoci di ictus": Avezzano nella Giornata Mondiale contro l’Ictus cerebrale

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La Giornata Mondiale contro l’Ictus cerebrale si celebrerà il prossimo 29 ottobre, ed anche ad Avezzano la Federazione A.L.I.Ce. ABRUZZO ONLUS presenta le sue attività nella XIII giornata mondiale.

 

Un incontro per parlare di prevenzione e riabilitazione; grande importanza verrà data all’importanza di uno stile di vita sano ed alla necessità di concedere a tutti la possibilità di accesso alle cure in quanto questi fattori sono fondamentali per la curabilità, la prevenzione ed il riconoscimento precoce dei sintomi.

 

L’appuntamento è per il 29 ottobre, alle ore 17.00, presso il castello Orsini-Colonna. Presentato da Silvia Iacobucci sulle note del m° Francesco Mammola, l’incontro prevede anche un piccolo intrattenimento musicale, con la a partecipazione dei Tanguedia Quartet e l’avvolgente voce di Antonella Gentile.

 

“Parliamoci di Ictus” è la campagna informativa di sensibilizzazione e, come dice la locandina dell’evento, “il tempo è cervello!” e proprio il tempo è l’alleato migliore per riconoscere subito i segnali dell’ictus.

 

L’ictus colpisce all’improvviso e in un terzo dei casi compromette in modo grave funzioni importanti come il movimento, il linguaggio, l’attenzione, e funzioni vitali come la deglutizione e la respirazione. L’ictus è la prima causa di disabilità in Europa e la sua maggiore incidenza si registra dopo i 65 anni, fattore che rende la patologia sensibile al progressivo aumento dell’età media della popolazione.

 

È proprio per questo che A.L.I.Ce. Italia Onlus, la Federazione di associazioni di volontariato impegnate nella lotta alla patologia, parlerà ad Avezzano di prevenzione ma anche riabilitazione, in quanto le pratiche riabilitative sono spesso un punto dolente poiché applicate in modo frammentario e disorganizzato con ricadute negative tanto per il paziente quanto per le famiglie. Infatti i risultati migliori, in termini di riduzione delle disabilità, si ottengono con un inizio precoce delle terapie.

 

Perché il tempo è cervello.

 

Ludovica Salera