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Martedì 12 Dicembre 2017

Attualità 06:20

Centri di ricerca, Confagricoltura Abruzzo: “Basta demagogia. Politici di destra e sinistra senza strategie”

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«Sui centri di ricerca i rappresentanti politici di centrodestra e centrosinistra sono una cosa sola. Accomunati da un forte desiderio di difesa dei diritti dei lavoratori, ma senza alcuna strategia che possa in qualche modo determinare l’uscita dalla grave crisi in cui loro stessi, e non da oggi, li hanno cacciati». È questa la dura posizione di Concezio Gasbarro, presidente di Confagricoltura Abruzzo in merito ai centri di ricerca regionali che versano, ormai da diversi anni, in uno stato di crisi sempre più preoccupante.

 

«Provvedimenti temporanei e parziali» aggiunge ancora il presidente «nessuna strategia di medio periodo, nessun futuro come i lavoratori stessi hanno scritto. Quindi meglio chiudere e trovare diversa collocazione ai residuali dipendenti degli ex Cotir, Crab e Crivea, di cui comprendiamo anche le ragioni, ma se non si fa ricerca non possono esistere centri di ricerca».

 

«La Regione Abruzzo» spiegano dall’associazione degli agricoltori «è agli ultimi posti tra le regioni italiane per investimenti pubblici nella ricerca, ma del resto è l’Italia all’ultimo posto tra i paesi UE per investimenti in ricerca. Confagricoltura, da sempre ha chiesto di trasformare il Crua in un soggetto in grado di stare sul mercato dei servizi scientifici e di innovazione, recuperando anche investimenti privati ora costretti ad andare fuori regione perché in Abruzzo non si erogano i servizi e quei pochi, anche quelli obbligatori per legge, un tempo forniti dall’Arssa, sono stati smantellati».

 

«Il mondo agricolo» va avanti Gasbarro «ha quotidiano bisogno del supporto scientifico e tecnico il sistema pubblico, come pensato e costruito è in crisi oramai da troppo tempo, allora o si cambia approccio o si è destinati a soccombere. Bisogna ricostruire un rapporto di fiducia verso il Crua ed oggi la strada è piuttosto impraticabile per la cronica carenza degli accreditamenti necessari, dei necessari improcrastinabili interventi di manutenzione sulle strutture e innovazioni sui macchinari oltre alla riorganizzazione del personale».

 

«Basta con la facile demagogia proprio per il rispetto dovuto ai lavoratori» conclude il presidente di Confagricoltura Abruzzo «un passo indietro per tutti ed un tavolo di confronto aperto, meno rendite di posizione e più disponibilità ad ascoltare gli utenti; noi ci siamo da sempre ma da sempre gli avvisi ad excludendum sono stati l’unica risposta alla collaborazione offerta».

 

Redazione Avezzano Informa