Sabato 20 Ottobre 2018

Attualità 19:25

A quarant’anni dalla legge Basaglia, un libro racconta la “malacarne”, le donne e il manicomio nel fascismo

locMALACARNE.jpg

AVEZZANO. Giovedì 19 aprile, alle 16:45, nell’Aula Magna del Liceo Classico “Torlonia” di Avezzano la presentazione del libro “Malacarne, donne e manicomio nell’Italia fascista” di Annacarla Valeriano.

 

L’evento, organizzato dal Comitato per la Comunicazione Culturale Città di Avezzano, con il patrocinio del Comune di Avezzano, si avvale anche del sostegno della Fondazione e dell’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo. Dialogherà con la scrittrice Angelo Gallese, psichiatra perfezionato in storia della medicina.

 

La presentazione verrà preceduta dai saluti istituzionali da parte del portavoce del sindaco di Avezzano, Roberto Alfatti Appettiti, ai quali seguiranno quelli della dirigente scolastica Anna Maria Fracassi e del presidente della fondazione dell’ordine degli psicologi, Paolo Manfreda.

 

A quarant’anni dalla legge Basaglia, che sancì la chiusura dei manicomi, attraverso le ricerche della scrittrice riemergono le storie e i volti di donne che in quei luoghi hanno consumato le loro esistenze. Esistenze che Valeriano ha ricomposto attraverso l’uso sapiente di una ricchissima documentazione d’archivio: fotografie, diari, lettere, cartelle cliniche, relazioni mediche.

 

Cultura e scienza si confronteranno per far luce su un periodo storico in cui la “malacarne” è composta da quelle donne che si discostano dall’ideale fascista della sposa e madre esemplare e che, con le loro condotte intemperanti, le loro esuberanze, la loro inadeguatezza fisica, rischiano di intaccare il patrimonio biologico e morale dello Stato.

 

Anche dopo il fascismo, il secondo dopoguerra fu ugualmente terribile. Solo intorno agli anni 60 il ministro socialista Luigi Mariotti inizia una campagna di denuncia degli ospedali psichiatrici divenuti, a suo dire, vere e proprie “bolge dantesche”.

 

Annamaria Valeriano ha studiato Storia contemporanea all’Università di Teramo e lavora all’Archivio della memoria abruzzese della Fondazione Università di Teramo.

 

Redazione Avezzano Informa