Venerdì 20 Luglio 2018

Attualità 06:00

Festa della Liberazione: Mattarella in Abruzzo per omaggiare la Brigata Maiella

“Volontari della libertà che hanno scritto per la storia della risorgente Italia una pagina di superbo eroismo”


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«La Resistenza fa parte della nostra storia. Nata spontaneamente nelle città, nelle periferie, nelle campagne e sulle montagne, coglieva il bisogno di pace, di giustizia e di libertà. Ha ridato dignità alla Nazione». Queste le parole che il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha pronunciato parlando del 73esimo anniversario della liberazione dell’Italia dal regime nazi-fascista. Ed è proprio sulle montagne che il Presidente della Repubblica si recherà, in questo 25 aprile, per rendere omaggio a una delle storiche formazioni partigiane che, negli anni della Resistenza, ha contribuito a fare del nostro Paese una democrazia: la Brigata Maiella.

 

Unico gruppo partigiano ad essere decorato di medaglia d’oro al valore militare alla bandiera, la Brigata Maiella fu fondata nel castello di Casoli il 5 dicembre 1943 dall’avvocato Ettore Troilo, con 15 volontari, e guidata in battaglia da Domenico Troilo, ex ufficiale dell’Aeronautica italiana. Contò fino a oltre 1500 partigiani e partecipò al fianco degli Alleati nella liberazione dell’Abruzzo prima e di altri centri tra Marche, Emilia Romagna e Veneto poi. La mattina del 21 aprile del 1945 i “patrioti della Maiella” entrarono, insieme ai soldati polacchi, nella città di Bologna.

 

Il Presidente Mattarella arriverà in elicottero alle 10 a Lama dei Peligni per poi proseguire in auto fino al sacrario della Brigata e alle 11:15 sarà a Casoli per una visita privata al Castello. Ad attenderlo ci saranno i sindaci del territorio insieme al Prefetto di Chieti Antonio Corona e al Governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

 

Mattarella è il secondo Presidente, dopo Carlo Azeglio Ciampi, a rendere omaggio al sacrario della Brigata Maiella. Un santuario civile in cui, a distanza di anni, si possono ancora sentire il coraggio e la forza di quei partigiani, di quei “volontari della libertà” che, come recita la motivazione della medaglia d’oro, “hanno scritto per la storia della risorgente Italia una pagina di superbo eroismo”. (Mc.dB.)