Lunedì 28 Maggio 2018

Politica 18:33

Boccia Cosimati 11-11, passa la presidente per differenza voti

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Un Consiglio Comunale d’altri tempi ad Avezzano. Come una partita da pallone di cuoio e scarpe chiodate in mezzo al fango, uno scontro durissimo tra il Real Maggioranza e la Virtus Opposizione. Il derby si giocava tra i “virtuosini” che volevano sfiduciare la presidente del Consiglio Iride Cosimati e i “realisti” che invece avevano tutta l’intenzione di difenderla e tenerla.

 

Il capitano della Virtus è partito subito all’attacco sferrando calci agli stinchi a destra e a manca e, quando c’è da menare rischiando pure l’ammonizione, Nando Boccia non ha pari. In questo modulo di randellate e ripartenze veloci, Boccia è stato un tutt’uno con Gianni Di Pangrazio e Roberto Verdecchia che lo supportavano in mediana e Cristian Carpineta a fare il rifinitore.

 

Nelle fila del Real le sostituzioni hanno dato ragione all’allenatore, chi è entrato non ha fatto rimpiangere quelli che avevano giocato fino a quel punto. Riducendo lo spazio tra le linee e mettendo in campo una buona dose di attenzione e pazienza, la difesa della squadra di casa ha tenuto botta neutralizzando ogni volta gli attacchi dell’avversario. Quindi al momento buono non si sono mangiati il gol.

 

Per la cronaca la partita è finita 11 a 11 dopo quattro ore: alle quattro di pomeriggio 11 voti per quelli a favore della sfiducia, 11 voti per gli altri con tanti saluti alla maggioranza irraggiungibile di quota 13. Al triplice fischio dell’arbitro-presidente Giancarlo Cipollone, uno che lascia giocare senza ricorrere ad ammonizioni o espulsioni, il risultato è stato chiaro: Iride Cosimati rimane presidente del Consiglio, la Giunta è stata riconfermata in toto, messa davanti a una prova dalla quale pochi sarebbero usciti indenni la maggioranza ha tenuto, l’opposizione ha dato e promette ancora battaglia senza fare prigionieri.

 

Mentre il pubblico defluiva correttamente dagli “spalti” avvinto dalla fame per aver saltato il pranzo, il sindaco Gabriele De Angelis ha tirato una linea immaginaria che ha lasciato definitivamente indietro quasi un anno tra elezioni con primo e secondo turno, anatra zoppa, Tar, Consiglio di Stato e nuova maggioranza. Poi si è portato il pallone a casa perché tirata la linea, palla al centro e si ricomincia da qui.

 

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