Mercoledì 01 Dicembre 2021

Attualità 15:10

Gli avezzanesi insorgono contro il servizio di Porta a Porta: "Questa non è la nostra città"

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Avezzano. Gli avezzanesi non ci stanno.

 

Dopo il servizio andato in onda nei giorni scorsi su Raiuno durante la trasmissione Porta a Porta, in cui si raccontava una città popolata da ragazzi violenti che non riescono a divertirsi il sabato sera se prima non si ubriacano o non assumono droghe, i cittadini avezzanesi hanno fatto sentire la propria voce ribellandosi a quell'immagine sconcertante di una cittadina in cui i giovani non hanno nulla da fare e passano quindi i weekend tra risse, droghe e alcol.

 

I social sono stati invasi da decine e decine di post che rifiutano l'immagine di Avezzano così come restituita dalla trasmissione: c'è stato chi ha scritto che ad Avezzano non succede nulla di diverso, purtroppo, rispetto a quello che accade a volte nei weekend in qualsiasi altro posto in Italia e che gli episodi di violenza sono sporadici e non frequenti o addirittura usuali come è invece emerso dal servizio.

 

Il web è stato inondato di vignette e post ironici degli avezzanesi che condannavano, senza se e senza ma, la trasmissione del giornalista abruzzese Bruno Vespa per la triste e non veritiera immagine data della loro città nel servizio realizzato dalla giornalista Paola Ferazzoli con la collaborazione del tecnico avezzanese Francesco Panella.

 

In tanti hanno tenuto a precisare che Avezzano è invece una città tranquilla e ancora sicura in cui la qualità della vita è molto elevata.

 

Anche Forza Italia Giovani è intervenuta per condannare il servizio poichè: "Getta  enorme discredito su Avezzano narrando un problema esistente in ogni città d'Italia ma che dà un'immagine completamente distorta della realtà. Come rappresentante di un movimento giovanile devo riportare che trovo enormemente triste e menzognero citare la gioventù avezzanese e la nostra realtà cittadina come degradata al punto da esser presa ad esempio negativo sulle reti nazionali".

 

Queste le parole di Nello Simonelli, coordinatore provinciale della sezione giovanile  di Forza Italia.