Politica 16:13

Verdecchia non trova appoggi e ritira la candidatura a sindaco attaccando i vertici del PD che replica: “Non si reagisce così se non si trovano appoggi alla propria candidatura. È un ingrato”

9977DBEE-3C37-432F-B438-D8D5C815B9A9.jpeg

AVEZZANO. Con una lettera aperta ai vertici nazionali del PD, Roberto Verdecchia interrompe la sua corsa come candidato sindaco della città di Avezzano.


Duro il suo intervento contro i vertici  del Partito Democratico e in particolare contro il Segretario regionale Michele Fina, reo di non aver appoggiato la sua candidatura a favore di una coalizione che Verdecchia definisce "suicida".

 

“Non condividendo tale precostituito e subdolo comportamento da parte del Segretario Regionale, - si legge nella lettera di Verdecchia - ritengo di non poter più aderire a tale progetto inerente la mia candidatura in prima persona o in seconda battuta su altro candidato di una fantomatica coalizione, per cui con la presente sono a formalizzare la mia uscita dal Partito Democratico con effetto immediato e da ogni sua carica ricoperta, per aderire a progetti meno ambiziosi a livello personale ma dettati da ragioni di sentimenti, e di cuore e soprattutto ancorate sul rispetto e sulla dignità delle persone, il tutto rimanendo sempre un uomo di sinistra moderata.”

 

Con queste parole Verdecchia esce dunque dal PD preannunciando forse una candidatura a sostegno di altre coalizioni.

 

Non tarda ad arrivare la replica dei vertici del partito che in una nota stampa dichiarano: “Nelle ultime settimane l’intero gruppo dirigente del Partito democratico locale e regionale, con impegno diretto del segretario regionale Michele Fina, ha lavorato alla lista del partito e alla candidatura a sindaco di Roberto Verdecchia.

 

Ogni sforzo e ogni contatto sono stati orientati alla costruzione di un’alleanza possibile a sostegno di questa proposta che purtroppo non ha trovato consensi sufficienti. Il Partito democratico e anche il suo candidato, sono stati oggetto di una campagna di forte ostilità sulla stampa e nelle interlocuzioni in città”.

 

La reazione di Verdecchia è un grande errore: anzitutto perché non si reagisce in questo modo se non si trovano sufficienti convergenze sul proprio nome. E poi perché nel PD il suo ruolo sarebbe stato di riferimento con la forza che tutto il gruppo dirigente gli aveva accordato e al quale avrebbe potuto e dovuto corrispondere un riscontro di gratitudine.

 

Ne siamo dispiaciuti e nonostante questo la gravità dell’errore e dei toni usati resta evidente e ingiustificabile” concludono i vertici del PD.