Cronaca 00:32

9 regioni in Cassazione per il referendum "salva tribunali"

9 regioni in Cassazione per il referendum "salva tribunali"


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AVEZZANO. L’Abruzzo ci ha creduto. E ci è riuscito.

 

Ieri, alla Corte di Cassazione in Roma, c’è stato il deposito dei documenti per la richiesta del referendum, per evitare la soppressione dei piccoli tribunali, a nome e per conto delle regioni. Diciotto i consiglieri che hanno consegnato la documentazione, con annesse le delibere redatte in sede di consiglio, con cui ogni regione ha approvato la proposta di referendum abrogativo della riforma della geografia giudiziaria.

 

Ecco le nove regioni: Abruzzo, capofila dell’iniziativa, Liguria, Piemonte, Campania, Marche, Friuli, Calabria, Puglia e Basilicata.

 

Per l’Abruzzo il delegato nominato è stato il consigliere Emilio Nasuti, accompagnato da Gino Milano.

 

«L'iniziativa del Consiglio regionale d'Abruzzo», spiega il consigliere Emilio Nasuti, «ha catalizzato l'attenzione di altre 8 regioni a testimonianza di quanto questa tematica sia sentita su tutto il territorio nazionale. La riforma delle circoscrizioni giudiziarie va a penalizzare aree importanti: nel nostro caso l'Abruzzo meridionale, la Marsica e la Valle Peligna, che hanno caratteristiche che non consentono l'accorpamento ai rispettivi capoluoghi di provincia. L'obiettivo, quindi, è scongiurare attraverso il referendum questa mannaia, che rischia di abbattersi sulla Regione e sopratutto sui nostri cittadini delle aree più deboli. Non è neppure pensabile, ipotizzare che un cittadino che vive a Schiavi d'Abruzzo o a Castel di Sangro, debba prendere due giorni di ferie per andare a rendere una semplice testimonianza nei tribunali di Chieti o L'Aquila. Il tutto è assurdo e inconcepibile».

 

 

«Il foro di Avezzano è soddisfatto e orgoglioso di aver dato il via a questa iniziativa referendaria» dichiara l’avvocato Mario Petrella, che già lo scorso agosto, aveva presieduto insieme al collega Roberto Di Pietro, delegati dal presidente dell’ordine degli avvocati del foro di Avezzano, Sandro Ranaldi, al consiglio regionale abruzzese, in cui, all’unanimità si è votato per la proposta del referendum.

 

«Si spera che il Governo tenga nella dovuta considerazione l'istanza di revisione della Riforma Severino, che viene da 9 Regioni, che rappresentano oltre venti milioni di italiani» conclude.

 

Cosa succederà ora? Ebbene, “la parola” ora passa alla Cassazione, che dovrà procedere all'esame di legittimità entro il 30 ottobre. Spetta, infatti, alla Cassazione giudicare la legittimità delle delibere regionali, che siano dunque redatte nei termini di legge.

 

Subito dopo arriverà il giudizio ultimo della Corte costituzionale. Sarà proprio la Corte che deciderà sull’ammissibilità o meno del requisito referendario. La Consulta dovrà decidere sull’ammissibilità del quesito entro il prossimo 20 gennaio.

 

Gli avvocati di Avezzano, capofila la giovane Fabiana Contestabile, si sono serviti dei moderni mezzi di comunicazione forniti dalla rete e dai social network e si sono messi in contatto anche con i colleghi di altre regioni, affinché facessero pressione sui loro rappresentanti in consiglio regionale.

 

Mezzo di comunicazione eccellente tra gli avvocati del foro di Avezzano, il gruppo Facebook “Referendum su riforma giudiziaria ad iniziativa delle Regioni”, che vanta già quasi 1.500 iscritti e che è sempre aggiornato, su come si sta procedendo. Un gruppo che si aggiunge al più datato “Salviamo il tribunale di Avezzano e della Marsica”, già strumento “per gli addetti ai lavori”, che nei mesi è servito come canale privilegiato di comunicazione.

 

Magda Tirabassi