Giovedì 24 Gennaio 2019

Attualità

Anche la CNA in marcia per difendere il Tribunale

La presidentessa Sanità: “La nostra non è un’adesione solo formale, ma sostanziale, nel senso che ci attiveremo per far partecipare il maggior numero di imprenditori associati”


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AVEZZANO. «La CNA provinciale di Avezzano parteciperà convinta e decisa alla marcia in difesa del Tribunale di Avezzano organizzata dal Comune e dal comitato pro-referendum sabato prossimo a partire dalle ore 17,00 con raduno in Piazza del Municipio». Questa la dichiarazione della Presidentessa dell’Associazione Franca Sanità a margine dell’incontro con gli organizzatori della manifestazione.

 

«La nostra non è un’adesione solo formale, ma sostanziale» continua Sanità «nel senso che ci attiveremo per far partecipare il maggior numero di imprenditori associati, in quanto l’obiettivo del referendum per far esprimere i cittadini contro la chiusura di un’importante presidio di giustizia nel nostro territorio potrebbe essere raggiungibile anche nella misura in cui si riuscirà a comunicare tale volontà con una massiccia dimostrazione popolare e democratica».

 

«Nell’augurarci l’ammissibilità della proposta referendaria» gli fa eco il direttore Pasquale Cavasinni «auspichiamo che questa iniziativa aiuti ed induca i rappresentanti istituzionali, le altre associazioni, gli altri attori e responsabili dell’economia pubblica e privata locale a condividere una strategia complessiva e generale atta a difendere il nostro territorio, la sua economia e punti a recuperare tutto quello che in questi ultimi anni ci è stato tolto».

«È ora che si gridi chiaro e tondo» conclude Cavasinni «che lobby politiche, istituzionali ed economiche la smettano una volta per tutte di assumere decisioni e compiere atti che impoveriscono la Marsica e le altre zone interne dell’Abruzzo ed umiliano le nostre popolazioni, a vantaggio di altri territori! Si rischia di essere noiosi e ripetitivi se ci si cimenta ad elencare le tutte le decisioni che stanno impoverendo la Marsica in importanti settori economici e sociali: dalla sanità, alla previdenza, dalla industria al proprio indotto, dall’agricoltura all’ambiente, dall’istruzione alla cultura, dai servizi al cittadino e, appunto alla giustizia ed alla legalità e così via. C’è bisogno di uno scatto d’orgoglio e di azioni democratiche ma forti e concrete di tutti noi insieme ed uniti che argini e faccia cessare, una volta per tutte, la strategia in atto i cui effetti talvolta ci fanno pensare che ci si vuole cancellare proprio come comunità. Abbiamo il dovere di impedire che ciò avvenga!».