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Lobene: vi racconto l’inciucio al Consorzio di Bonifica del Fucino

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AVEZZANO. «Carissimi associati, sono dispiaciuto ma ho il dovere di informarvi su come sono andate le cose al Consorzio di Bonifica del Fucino». Inizia così la lettera di Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura indirizzata a tutti gli iscritti alla confederazione.

«Giusto per ricordarvi» prosegue Lobene «sui numeri non si discute e quelli della tabella ci dicono chi ha vinto le elezioni al Consorzio di Bonifica del Fucino il 29 marzo 2015». «Tuttavia» denuncia il presidente «on un inciucio tra Cia (altro che Agrinsieme), Coldiretti e il determinante apporto di soggetti scelti dai consiglieri regionali è stata ribaltata la volontà della maggioranza dei consorziati ed eletto un rappresentante della Coldiretti imposto dal presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio».

 

consorzio di bonifica.jpg«Le elezioni» scrive ancora «si sono tenute sotto la stretta vigilanza del consigliere regionale Maurizio Di Nicola che ha eterodiretto, da fuori la porta, e per salvaguardare i supremi patti politici, i lavori di una scompaginata aggregazione che non ha avuto neppure l’accortezza di illustrare un programma amministrativo (e la dice lunga su chi dovrà comandare)». «La votazione della Deputazione Amministrativa» aggiunge Lobene «è avvenuta in modo illegittimo e ricorreremo per farla annullare, allo stesso tempo diffideremo il neo presidente a non avventurarsi in decisioni assunte da un organo eletto contro lo statuto e con il parere contrario del presidente del collegio sindacale. È stato fatto strame della tanto decantata democrazia di cui si riempiono la bocca i politicanti locali eletti e non ed anche dell’onestà, da taluno magnificata, nelle pagine di FB. Pinochet era un modesto dittatorello rispetto a coldiretti e politica per quello che hanno fatto al Consorzio di Bonifica del Fucino e, con operazione altrettanto squallida, a quello di Teramo (vedi la pagina a pagamento sul Centro di oggi – ieri, ndr – di Confagricoltura Teramo). Saremo feroci oppositori e non permetteremo a qualche portaborse, che si accontenta di modeste prebende, di fare danni ai bilanci del consorzio per poi metterli a carico delle bollette che gli agricoltori consorziati saranno chiamati a pagare».

 

«Così, sempre per ricordare i numeri» conclude Lobene «il presidente dei giovani di Confagricoltura Claudio Scipioni, nella seconda sezione, ha preso 99 preferenze e non è risultato eletto, ben 19 in più del neo presidente che poteva contare, nel seggio di Avezzano, dell’appoggio dei noti politici avezzanesi. Spero che comprendiate l’amarezza e vi invito a far riflettere i molti soci di Coldiretti e Cia che incontrate in campagna, rappresentando loro che è pura illusione, per le due brave persone elette, controbattere alle richieste e all’operato degli altri nominati dalla politica».

 

Redazione Avezzano Informa