Mercoledì 18 Settembre 2019

Cronaca 08:00

Malore per il sindaco di Tagliacozzo: l’ambulanza arriva dopo un’ora e mezza. Riscoppia la polemica sull’ospedale cittadino

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TAGLIACOZZO. È di nuovo polemica, a Tagliacozzo, per il Pronto Soccorso, depotenziato e privato dell’ambulanza dal mese di dicembre 2014. A farne le spese, questa volta, il primo cittadino Maurizio Di Marco Testa, colpito da un dolore acuto a causa di una colica renale.

 

Stando al protocollo il tempo massimo per effettuare un servizio di trasporto e di soccorso a bordo di un’ambulanza, dovrebbe essere al massimo di mezz’ora, mentre il sindaco ha dovuto aspettare un’ora e mezza. La presidente del Comitato di difesa dell’Ospedale Umberto I di Tagliacozzo, la dottoressa Rita Tabacco, avvocato, non risparmia, a fronte di ciò, parole dure.

«Una tempistica, questa, che fa acqua da tutte le parti» ha affermato «e che, di certo, non risponde all’appello del cosiddetto hashtag ‘#LaSanitàCheCambia’ coniato, a suo tempo, dall’assessore regionale Silvio Paolucci». «Dal giorno in cui il nostro Pronto soccorso è stato trasformato» ha aggiunto «e, di conseguenza, calcificato in un Punto di Primo intervento, venendo, in questo modo, impoverito di un mezzo salvavita e assolutamente indispensabile quale un’ambulanza in servizio H24, la situazione sanitaria della Marsica Ovest, è a rischio. Essa, inoltre, non rispecchia affatto i cardini normativi contenuti nell’intesa Stato-Regioni del 5 agosto del 2014, la quale pone particolare attenzione proprio sui Pronto soccorsi considerati al di fuori dei parametri indicati nei Piani Sanitari e per i quali, quindi, è prevista una deroga. Nello specifico, per i Pronto Soccorsi delle isole e per i Pronto Soccorsi dei paesi montani, quale è Tagliacozzo ad esempio, il presidio di sanità deve essere istallato o mantenuto».

 

La città di Tagliacozzo, però, non è sola in questa battaglia per una sanità più capillare. Al suo fianco, ci sono anche le 10 frazioni che circondano il Comune e che fanno parte della sua vita attiva, la quale, a volte, può essere anche intervallata da momenti di emergenza sanitaria. «Ieri, il sindaco ha accusato un dolore fortissimo a causa di un colica renale» ha spiegato Tabacco «l’attesa dell’ambulanza proveniente da Avezzano è stata lunghissima a causa della privazione dell’ambulanza nostrana, un tempo punto di riferimento efficace di tutto il bacino della Marsica occidentale. Il sindaco è stato per un’ora e mezza preda di un malore acuto, in attesa che lo portassero al Pronto soccorso. La mancanza di un presidio di sanità H24 si fa sentire più forte che mai». Di Marco Testa, comunque, prima dell’arrivo dell’ambulanza, è stato, in un primo momento, accolto, visto il dolore acuto accusato, dal dottor Piccirilli e dall’infermiera, turnisti, allora, presso il Punto di primo intervento. Entrambi, secondo il racconto dei protagonisti, hanno adottato tutte le operazioni necessarie del caso, dimostrando un’elevata capacità professionale.

 

«In Abruzzo» dichiara ancora l’avvocato «la situazione della salute impoverita non sembra essersi risolta. Chiudono tanti centri di sanità, i quali, sono e avrebbero potuto essere anche centri di vita e di tutela della persona umana». «In tutti i modi» ha infine concluso il presidente del Comitato di difesa dell’Ospedale Umberto I «noi continueremo a lottare per riportare l’attenzione su una sanità mal gestita e assolutamente sforbiciata nei suoi servizi essenziali. Tagliacozzo, in questa battaglia, si rifà alla Carta Costituzionale e più precisamente all’articolo 32. Il caso del primo cittadino di Tagliacozzo vale come esempio per tutti: non è accaduta alcuna tragedia ieri, fortunatamente, ma fa troppo male sapere di non essere coperti dal punto di vista sanitario e di non poter contare più su un servizio di soccorso lampo. Siamo arrivati a dover pregare Dio perché non vi sia troppo traffico tra Avezzano e Tagliacozzo».

 

Redazione Avezzano Informa