Lunedì 22 Aprile 2019

Attualità 12:40

TUA: Tiprego Umilmente Arriva!

Tratto dalla storia vera di un pendolare abruzzese


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L'autobus per Roma Tiburtina, in arrivo da Sulmona, parte da Avezzano alle 11:10. M. ha sentito che, ultimamente, ci sono spesso dei problemi e quindi decide di arrivare in stazione con largo anticipo.

Quando in biglietteria fa la sua richiesta, l'operatore fa un sorrisino e le dice: «Sei fortunata, stai pagando per uno degli ultimi posti rimasti. Non penso che dopo partirà un bis». M. tira un sospiro di sollievo. A Roma ci deve proprio andare, ha un appuntamento importante e non può assolutamente fare ritardo. Paga il suo biglietto 10,10 euro e si mette pazientemente con il suo bagaglio sotto la pensilina, in attesa dell'autobus.

Nel frattempo la gente che deve andare a Roma continua ad arrivare, ma i biglietti non ci sono più. «Non immaginavo che su questa tratta ci potessero essere problemi di overbooking» esclama una donna che, evidentemente, deve andare da Avezzano a Roma con un mezzo pubblico per la prima volta, mentre qualche rodato pendolare le racconta dei disservizi che si trova ad affrontare quasi quotidianamente, tra ritardi, mancanza di posti o guasti che costringono a fermarsi in autostrada.

Intanto arriva la notizia ufficiale: non partirà un bis, pare perché non ci siano altre macchine a disposizione. Chi non è riuscito a fare il biglietto dovrà sperare che qualcuno partito da Sulmona, anziché arrivare a Roma, debba scendere ad Avezzano e così lasciare libero qualche posto. Diverse persone, allora, iniziano a correre verso la stazione dei treni, qualcun altro, invece, improvvisa un servizio di car pooling mettendo a disposizione la sua automobile e proponendo di dividere le spese, ben consapevole che risparmierà sicuramente rispetto ai 10,10 euro del biglietto.

 

Le 11:10 intanto passano e l'autobus da Sulmona non arriva. M. capisce che quella nuova sigla sostitutiva di Arpa ha un significato ben preciso: Tiprego Umilmente Arriva! Ed effettivamente la preghiera funziona. L'autobus - con un quarto d'ora di ritardo - arriva. Si perde qualche altro minuto tra la sistemazione dei bagagli, il controllo dei biglietti e la verifica di eventuali posti liberi. Su questo punto il dipendente Tua è chiaro e perentorio: «Solo posti a sedere, non farò viaggiare nessuno in piedi, non mi fido. Lo raccontereste di sicuro, ormai siete tutti scrittori». M. non è una scrittrice e quindi questo racconto lo ha fatto scrivere a noi. Ci ha anche detto che a Roma è arrivata in ritardo, ma è riuscita comunque ad essere puntuale al suo appuntamento... Questa, però, è un'altra storia.

 

Maria Caterina De Blasis


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