Mercoledì 06 Dicembre 2023

Attualità 10:47

Tribunali minori, la Cassazione “ammette” il referendum per cancellare la riforma taglia tribunali

Tribunali minori, la Cassazione “ammette” il referendum per cancellare la riforma taglia tribunali


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AVEZZANO. Il referendum sui tribunali minori, il primo della storia repubblicana proposto dalle Regioni, dichiarato “ammissibile” dalla Cassazione. La corte presieduta dal giudice Corrado Carnevale ha dato il via libera al quesito, richiesto da nove consigli regionali, quando, per legge, ne sarebbero bastati 5: Abruzzo (capofila), Puglia, Calabria, Basilicata, Friuli, Piemonte, Liguria, Campania e Marche, volto a cancellare la riforma della geografia giudiziaria, definita “epocale” dall’allora guardasigilli Anna Maria Cancellieri, che ha tagliato mille uffici in tutta Italia, causando la chiusura del 47% delle strutture giudiziarie dell’intera penisola.

 

La riforma, criticata trasversalmente da avvocati, sindacati e Comuni, prevede la chiusura di 30 tribunali (ed altrettante procure), insieme a 220 sezioni distaccate e 667 uffici dei giudici di pace, per un risparmio complessivo di 80 milioni di euro e lo spostamento di 7 mila 300 dipendenti e 2 mila 700 magistrati.

 

«Prima vittoria dei referendari» afferma la presidente del comitato pro-referendum sulla geografia giudiziaria, Fabiana Contestabile «ora contiamo in un giudizio positivo della Corte Costituzionale che restituisca la possibilità al popolo di esprimersi su una legge ingiusta e inopportuna». Pensiero condiviso dal sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio. «Il passo in avanti della richiesta referendaria» dichiara il primo cittadino «segna un punto a favore dei territori penalizzati da una classe politica poco attenta ai reali interessi delle popolazioni. Ora più che mai occorre allargare il campo d'azione del comitato pro referendum in tutta Italia per rafforzare la battaglia in difesa dei presidi giudiziari».

 

La proposta di referendum, che era stata promossa dagli avvocati del Foro di Avezzano, passa ora alla Corte Costituzionale che dovrà verificare la legittimità del quesito referendario. La sentenza è attesa entro il 10 febbraio. (Mc.dB.)